Il mito di Psiche, nel romanzo di Alessandro Orlandi (matematico, saggista, editore, museologo e musicista), vede coniugate al suo interno due interessanti interpretazioni: una psicanalitica e l’altra iniziatica.
L’interpretazione psicanalitica mira a curare le disarmonie umane, attraverso l’integrazione dell’archetipo immaginario dell’Ombra, per accompagnare la conoscenza dell’uomo nella sua naturale disposizione, rafforzando così il legame con il proprio Sé.
D’altro canto, l’interpretazione iniziatica fa parte del mondo mitico e simbolico, alludendo a quella profonda sfera umana dell’invisibile. Significa cogliere la realtà nella sua essenza più sconosciuta, richiamando un po’ le parole di Amleto: “Ci sono più cose sotto il cielo, Orazio, di quante non ne preveda la tua filosofia”.
Un libro, insomma, davvero affascinante quello di Alessandro Orlandi, che verrà presentato giovedì 17 luglio a Roma, presso Piazza Vittorio II (spazio Arena Cinema), alle ore 19:00. L’evento sarà gratuito.
La bellezza e l’unicità di questo libro hanno fatto sì che ad Orlandi, venisse conferito il Premio Porta Magica: la manifestazione con la quale ogni anno, la Libreria Rotondi, premia autori e studiosi che si sono distinti per l’originalità e il valore delle loro ricerche.
In questo incontro, Alessandro Orlandi dialogherà con Adriano Ercolani, filosofo e studioso di cultura sia occidentale che orientale.
Perché il “Premio Porta Magica” è così importante?
Il suo obiettivo è quello di conferire un riconoscimento agli intellettuali che, attraverso i loro studi, hanno saputo guidare i lettori in un percorso di consapevolezza e di crescita culturale, concretizzando, in tal modo, idee all’avanguardia, in grado di stimolare mente, anima e coscienza umana. Tali preziosi contributi potranno così generare nuove forme di pensiero e comprensione.
Nel romanzo di Alessandro Orlandi dal titolo “Amor Sacro e Profano. Nel mito di Eros e Psiche”, l’autore ci conduce in un suggestivo viaggio alla scoperta di uno tra i miti greci più amati e conosciuti, quello di Psiche ed Eros, nato dal genio di Apuelio, che lo narra nelle sue Metamorfosi.
Il tratto singolare dell’opera di Orlandi è che, a questo mito, viene unita la storia dei Misteri di Iside, volgendo così il suo studio ad una funzione mistica, una metafora della trasformazione che attendeva gli adepti.
Attraverso questa interpretazione, le quattro prove a cui Psiche viene sottoposta sembrano connotare l’aprirsi dell’uomo alla percezione degli aspetti sottili della realtà e del proprio essere.
Una riflessione alquanto rilevante quella di Orlandi, che merita di essere conosciuta.
ALESSIA COLOMO
