L’università della Sapienza ha sottoscritto, insieme ad altre università italiane ed europee, la Carta d’Assisi ”Università, Ponti di Pace”. Si tratta di un documento che sottolinea il ruolo delle università quali comunità aperte, chiamate a creare spazi di dialogo tra culture e saperi, a decostruire pregiudizi attraverso la conoscenza ed a educare al pensiero critico, grazie a un processo formativo impegnato e responsabile.
«Il percorso delineato dal documento è fatto di riflessioni e azioni, molte delle quali sono già presenti nel nostro Ateneo, da sempre impegnato sul tema del dialogo. Ne è un esempio il Dottorato in Peace Studies, coordinato da Sapienza nell’ambito della Rete delle Università italiane per la Pace: un percorso innovativo di alta formazione sui temi del conflitto e della pace, avviato due anni fa, primo nel suo genere in Italia e a livello internazionale. A questo si aggiungono le numerose iniziative rivolte ai giovani e alla società civile. Solo poche settimane fa abbiamo ospitato la Conferenza nazionale delle Scuole di Pace, la prima a riunire in un unico appuntamento tutte le principali reti italiane impegnate nell’educazione alla pace, dalla scuola dell’infanzia all’università, con 300 partecipanti provenienti da 156 scuole di 116 città e 18 regioni».
‘L’università nasce come universitas: una comunità aperta [….] unita dall’amore per la conoscenza e dal metodo del confronto libero, democratico e pacifico.
La sua vocazione originaria non è la contrapposizione, ma la relazione.
Non la chiusura identitaria, ma l’apertura;
Non la separazione, ma l’incontro.
Per questo, l’università è chiamata a essere il luogo in cui le differenze
non vengono negate o annullate, ma abitate, comprese e trasformate in
dialogo”.
Così recita il primo principio fondante che si legge sulla Carta, che intende fin da subito sottolineare il senso profondo del nucleo universitario: la condivisione dell’identità tra persone. Più che avviare un percorso, la sottoscrizione di questo documento vuole confermare quella che dovrebbe essere l’intenzione di ogni percorso formativo. Vengono proposte azioni concrete da parte degli Atenei, con le quali raggiungere competenze specifiche che consentano di comprendere le radici dei conflitti e di immaginare percorsi di riconciliazione; insegnamenti trasversali fruibili in tutti i percorsi formativi nella consapevolezza che ogni sapere può e deve essere orientato alla cultura della pace. Vengono promossi centri di studio che sono luoghi permanenti di ricerca, documentazione e riflessione a servizio anche della società civile, creando reti internazionali per la formazione di comunità di ricerca e di pratica che superino le divisioni nazionali.
La Carta indica una direzione precisa e propone azioni concrete: corsi di laurea che forniscano competenze per comprendere le radici dei conflitti e immaginare percorsi di riconciliazione; insegnamenti trasversali orientati alla cultura della pace; centri di studio come luoghi permanenti di ricerca e documentazione a servizio anche della società civile; reti internazionali per costruire comunità di ricerca capaci di superare le divisioni nazionali.
In questo modo la Sapienza pone al centro dei suoi obiettivi l’impegno per la costruzione di una generazione che abbracci l’idea secondo cui le diversità siano fonte di ricchezza e comune apprendimento, in uno sguardo orientato alla pace.
Gabriella Scalabrini
