Immagina di guardare ogni giorno il tuo quadro preferito appeso in camera. Ora immagina che si sposti impercettibilmente ogni giorno di pochi centimetri. Quando ti accorgerai, però, che il quadro ormai è posizionato in un’altra stanza, ti chiederai il motivo di questo cambiamento, e perché non ti sei accorto prima di questi movimenti impercettibili.
La metafora può essere molto banale e riduttiva, ma spiega in parole semplici quello che Joseph Overton teorizzò negli anni 90: un modello, articolato in più tappe, per spiegare come si passa da idee inaccettabili, a idee legittime e legali. La teoria di ingegneria sociale, nota poi come The Overton Window, schematizza i vari processi di persuasione e manipolazione delle masse necessari a raggiungere la piena accettazione di un’idea inizialmente considerata assurda.
Joseph Overton è stato un sociologo americano, morto prematuramente nel 2003 all’età di 43 anni in un incidente aereo mentre pilotava un ultraleggero; la fama della sua teoria si diffuse in seguito alla sua scomparsa.
La teoria, è stata sviluppata per spiegare il ruolo svolto dai think – tanks nel veicolare nuove idee e concezione del mondo.
Il sociologo americano sosteneva che, grazie alla persuasione politica, sia possibile spostare gradualmente interi segmenti di opinione pubblica da posizioni fortemente divergenti rispetto a determinati principi, fino ad atteggiamenti di accettabilità e di pieno consenso.
In tal modo l’opinione pubblica può cambiare idea nel corso del tempo, se sottoposta ad una certa manipolazione. Scelte politiche o sociali possono così trovare una “finestra” per farsi spazio nelle menti dei cittadini.
Il cambiamento non è istantaneo, ma graduale, e deve passare attraverso diversi piani di “consenso” come se fosse un ascensore.
Overton le sintetizza in sei precise fasi:
- L’impensabile (unthinkable): è il momento in cui la finestra si apre. In questo primo passaggio, l’idea inizia a circolare, è ancora lontana dal pensiero comune, viene rigettata e suscita repulsione, ma se ne comincia a parlare sempre più spesso
- Radicale (radical): la finestra resta confinata nel campo delle trasgressioni non ammesse. L’idea viene vista come un divieto, tuttavia, se le circostanze lo permettono, entra nello spazio della provocazione.
- Accettabile (acceptable): l’opinione pubblica inizia a confrontarsi. “È giusto? È sbagliato? Perché vietarlo agli altri?” Entra nella sfera del socialmente rilevante
- Ragionevole (sensible): a questo punto il “quadro” si è già spostato visibilmente dalla posizione iniziale. Diventa comprensibile, e quindi ragionevole, pensare in questo modo.
- Diffuso (popular): La finestra è ormai quasi del tutto consolidata. L’opinione pubblica si orienta verso quel pensiero, che inizia a raccogliere consenso politico.
- Legale (policy): dopo aver superato la resistenza iniziale dell’opinione pubblica, l’idea è pronta per essere ufficialmente legalizzata in uno Stato.
È importante sottolineare che Overton chiarisce fin dall’inizio come l’affermazione di un’ideologia o di un pensiero inizialmente respinto possa derivare sia da posizioni di destra sia di sinistra. La storia fornisce numerosi esempi di questo schema: dall’Olocausto, in cui la strategia fu effettivamente graduale – dalla discriminazione degli ebrei, con persecuzioni intensificate anno dopo anno, fino all’accettazione passiva dei cittadini europei – fino ai casi più recenti, come quanto sta accadendo in Medio Oriente con il genocidio in Palestina.
Il sociologo americano riprende inoltre un’importante lezione del filosofo e attivista Noam Chomsky, che si ricollega perfettamente a questa teoria.
Con la metafora della “rana bollita“: se si immerge una rana in una pentola d’acqua fredda e si aumenta progressivamente il calore, questa si adatterà senza reagire, fino a quando l’acqua bollente la porterà alla morte.
Con il tempo, ci adattiamo alle manipolazioni che subiamo e, alla fine, non ce ne accorgiamo più. Idee e opinioni discordanti diventano così quotidiane, fino ad essere tollerate, accettate e persino promosse.
Oggi, però, con la presenza dei social network, si può ancora parlare di una sola finestra? L’utente si trova immerso nella frenetica e spietata massimizzazione dell’engagement. I social costruiscono echo chambers personalizzate per amplificare e rafforzare convinzioni che possono essere estreme. Gli algoritmi, attraverso vere e proprie bolle virtuali, mostrano contenuti sempre più in linea con il nostro stesso pensiero, evitando il contraddittorio e fornendo una legittimazione continua a convinzioni radicali.
