Se tra i buoni proposti per il nuovo anno non avete ancora messo quello di provare una cucina sociale multietnica, questo è il momento, perché non potete assolutamente perdervi la riapertura del Pankhor, animato dalle comunità di Multi al MAXXI.
Ogni sabato a partire dal 10 gennaio 2026, con ingresso libero al MAXXI sarà possibile mangiare piatti provenienti da ogni dove, seduti su tappetti e teli colorati, circondati da un’atmosfera accogliente. Il Pakghor – “The Social Kitchen” è un progetto artistico e comunitario opera del collettivo d’arte no-profit @britto_arts_trust. Fondato nel 2002 a Dhaka in Bangladesh, il suo obiettivo è quello di promuovere in tutto il mondo spazi in cui la cultura culinaria regala un momento di condivisione.
Qui a Roma, è stato il MAXXI – Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo ad ospitare quest’iniziativa in collaborazione con Slowfood Roma e MULTI, grazie alle quali la cucina comunitaria non è solo luogo di preparazione del cibo, ma diventa spazio di incontro, ascolto e scambio. Slow Food Roma è un’associazione anch’essa no-profit nata nel 2007 che si impegna per promuovere una consumazione del cibo sana, rispettosa delle persone e dell’ambiente, valorizzando le tradizioni locali. In quest’occasione, collaborando all’allestimento di MULTI, apre così una finestra interculturale per spronare i cittadini romani a venire e scoprire nuovi sapori. MULTI è il nome del festival che a Piazza Vittorio dal 25 al 28 Settembre 2025 ha celebrato la ricchezza della diversità offrendo l’opportunità di viaggiare pur restando nella nella piazza più grande di Roma. “Tra degustazioni, dibattiti, lezioni, letture, concerti, danze, MULTI celebra la molteplicità del mondo, i mille colori, suoni, voci, idee, sapori di cui non solo la nostra cultura ma ciascuno di noi è fatto, molto più di quanto potrebbe pensare con oltre 80 appuntamenti e 50 piatti comunitari dal mondo”, tra cui il Pakghor, una cucina sociale in bambù pensata come uno spazio condiviso. Il Pakghor, “cucina” in bengalese, si accompagna al Palan, l’orto urbano stagionale coltivato nella piazza del MAXXI. Il significato di “Palan” cela in sé diverse sfumature in bengalese: allevare, crescere, mantenere o educare. Quindi non si tratta solo di produrre alimenti e cucinare pietanze, ma di creare un momento stimolante di crescita condivisa. Pakghor e Palan si fanno spazio all’interno della mostra “1+1. The relational years” i quali ogni giorno brulicano grazie alla presenza di chi ne usufruisce quotidianamente e, una volta a settimana il sabato, si arricchiscono ancora di più grazie alla condivisione dei piatti offerti dalle comunità internazionali come quella originaria dell’Azerbaigian, la comunità romana del Sudan o del Kurdistan, il tutto immersi in “Un’architettura temporanea che accoglie e attiva, dove il gesto quotidiano del cucinare diventa forma di resistenza e di costruzione collettiva”.
In un post di Instagram pubblicato collettivamente dai vari profili, un testimone bengalese ci racconta: “Questo posto è molto importante per la nostra cultura, è come una mamma che sta cucinando nel suo Pakghor, per il vicinato, per la famiglia, è un luogo in cui si condividono emozioni e pensieri, sentimenti e critiche, storie di vita. Rappresenta un luogo per comunicare e tessere una rete di relazioni. Il cibo è la massima espressione di condivisione in tutte le culture del mondo. Il cibo veicola ricordi: quando una persona emigra e lascia la propria terra, non può portare tutti gli effetti personali e gli oggetti ai quali è affezionato, ma può avere sempre con sé la ricetta dei piatti che ricordano casa”.
La collaborazione di queste associazioni sul territorio romano, ci regalano un’esperienza che stimola tutti i sensi facendoci sentire a casa in tutto il mondo pur rimanendo nella Capitale, all’interno della quale ricordiamo convivono pacificamente comunità provenienti da tantissimi paesi diversi. La cucina tipica di ognuna rappresenta per la nostra città una fonte costante di crescita, creando un legame tra culture differenti nel segno della condivisione e dello stare insieme.
Per saperne di più sugli appuntamenti al MAXXI del 2026, potete visitare il sito del https://www.maxxi.art/
Fonte foto e profili social per rimanere aggiornati: @britto_arts_trust @multi_roma @slowfoodroma @museomaxxi
