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“Non vi si pensa quanto sangue costa” e il significato della Croce

Il 16 maggio, presso “La Sapienza” Università di Roma, nel dipartimento di Storia, antropologia, religioni, arte e spettacolo, si è svolto il seminario “Non vi si pensa quanto sangue costa” L’ideologia della croce in Vittoria Colonna e il suo più lontano antecedente nell’epistolario di san Girolamo. Relatore dell’incontro, Andrea Gianluca Donati, storico dell’Arte. La lezione si colloca negli incontri del Laboratorio Erasmo, guidato dal coordinamento scientifico del professor Gaetano Lettieri e Lorenzo Geri.

Per iniziare la lezione, viene spiegato il significato del titolo, ricordando quindi che la citazione del verso di Dante: “Non vi si pensa quanto sangue costa”, canto XXIX del Paradiso, usata dal Sommo Poeta per ricordare quanto sofferenza è costata a Cristo per salvare gli uomini dal peccato, tema che ricorda la passione, argomento dei quadri presi in esame durante l’incontro. Successivamente si passa all’analisi della lettera 46 di San Girolamo, la quale assume la particolarità di essere stata scritta da Paola ed Eustochio, donne che conoscevano bene Girolamo ed erano addentrate nel mondo cristiano. I temi della lettera che si possono individuare sono il tema della carità, i molti riferimenti alla Terra Santa, luogo da sempre martoriato da conflitti. Ma che ha visto il compimento della vita di Cristo con la morte di un secondo Adamo, in riferimento alla passione e la descrizione della morte di Gesù viene raccontata in maniera molto dettagliata.

I “Dettagli” della lettera, si nota che vengono poi ripresi nei dipinti di Michelangelo per l’amica Vittoria Colonna. Nell’amicizia tra la nobile donna proveniente dalla celebre famiglia romana dei Colonna e l’artista toscano, vengono analizzati dei pizzini, brevi messaggi scambiati tra i due, i quali contenuti sono i dipinti raffigurante la crocifissione e la pietà di Cristo. I dettagli principali di queste due opere sono focalizzati sul sangue del figlio di Dio, rappresentato in entrambi i casi sul corpo di Gesù. Nella crocifissione il sangue proveniente dalle mani e in special modo dai piedi cola su un teschio, come descritto nella lettera 46 di San Girolamo. Nella pietà invece il sangue che cola dal corpo di Gesù indica e bagna metaforicamente la firma di Michelangelo, come se volesse attribuirgli il significato di una sua purificazione.  

La lezione offre un’occasione per dare un’interpretazione diversa a dipinti sacri come quelli realizzati da Michelangelo. La simbologia dietro a dettagli particolari come quello del sangue approfondisce i temi interdisciplinari tra materie come storia, religione e arte. 

A cura di Umberto Lanzara

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