Ieri 18 novembre presso la sala A del Teatro India si è tenuto un talk tra Dominio Pubblico e Muta Imago, incontro che ha preceduto la visione dello spettacolo Atomica in cartellone dal 13 al 23 novembre.
Dominio Pubblico è un progetto di audience development e community engagement rivolto ai ragazzi e ragazze under 25 per promuovere la visione di spettacoli teatrali attraverso un vero e proprio percorso di formazione dello spettatore attivo. Dominio Pubblico permette l’incontro con le compagnie in abbonamento in un’ottica di educazione alla visione della scena teatrale contemporanea e di scambio tra i giovani e le compagnie.
Muta Imago è un progetto di ricerca artistica e una compagnia teatrale nata a Roma nel 2006 e oggi con base a Roma e a Bruxelles. È un duo artistico formato da Claudia Sorace (regista) e Riccardo Fazi (dramaturg e sound artist). Dal 2018 il duo è finanziato dal Ministero della Cultura come Impresa di produzione teatrale di teatro di ricerca e di innovazione. La compagnia stessa si presenta come “composta da tutte le persone che sono state, sono e saranno coinvolte nella realizzazione dei progetti”, cosa che sottolinea il carattere aperto a collaborazioni artistiche della compagnia.
Atomica è uno spettacolo liberamente ispirato al carteggio reale tra il filosofo tedesco Günther Anders (interpretato da Alessandro Berti) e Claude Eatherly (Gabriele Portoghese), giovane meteorologo e aviatore texano che diede l’ok allo sgancio della bomba atomica su Hiroshima nel 1945. Tra il 1959 e il 1961, La National Air Force decide di internare Eatherly in un ospedale psichiatrico per impedirgli di continuare a mettere in campo le sue azioni antipatriottiche e fu proprio lì che Claude ricevette la prima di una lunga serie di lettere da parte di Günther. “Atomica” è uno spettacolo che esplora e affronta il tema della responsabilità e della colpa individuale di fronte a eventi storici che ci riguardano tutti e tutte. Come verrà detto nello spettacolo, Claude Eatherly a differenza di Adolf Eichmann, responsabile del genocidio di milioni di ebrei che stava “solo eseguendo degli ordini”, si rifiuta di essere ingranaggio e si interroga e ci interroga su quale sia la portata delle nostre azioni individuali. “Atomica” ci ricorda che noi attraversiamo il nostro tempo, ne siamo il frutto ma anche gli artefici e in quanto tali abbiamo delle responsabilità individuali e collettive.
Il carteggio non solo ha ispirato la struttura drammaturgica dello spettacolo ma, coerentemente con questo principio, Dominio Pubblico ha scelto di impostare il talk seguendo lo stesso dispositivo. I partecipanti hanno quindi dialogato con la compagnia attraverso la consegna di due lettere con all’interno riflessioni e domande, articolando l’incontro come se fosse parte di uno scambio epistolare. Attraverso questa modalità Muta Imago ha risposto alle “lettere” aprendo una finestra sui processi che hanno portato alla creazione dello spettacolo, sulle questioni tematiche che Atomica mette in moto e su che valore abbiano le storie- anche individuali – nel momento in cui entrano nel commercio, come si fa a raccontare se stessi, ad acquisire risonanza e al contempo a non smarrirsi.
“Il linguaggio della compagnia ha più livelli di scrittura”- sottolinea Tiziano Panici che cura la direzione artistica di Dominio Pubblico -“diversi livelli di scrittura che viaggiano dall’elaborazione dei testi nell’incontro con gli attori che voi chiamate nel vostro progetto e che di fatto partecipano alla produzione di senso dello spettacolo, al livello delle luci e del suono, che sono dei livelli di scrittura a tutti gli effetti.”
La compagnia Muta Imago, infatti, è un gruppo di lavoro: si fa tutto sempre insieme affinché tutti gli elementi dello spettacolo stiano insieme. “Questa è una cosa preziosa. Il teatro si fa così”, afferma Claudia Sorace, “si fa insieme, ognuno con le proprie mansioni. Non ci sono gerarchie in queste mansioni ma c’è una progettualità e queste singole mansioni non sono sminuenti. La figura del demiurgo è una figura novecentesca, afferma che ci sia un autore singolo per costruire un oggetto teatrale e questa è un’idea falsa che non può stare in piedi perché poi chi è in scena in forma con il proprio corpo, con le sue fragilità, con il suo essere e questo fa la differenza. Allo stesso tempo però, io non credo nel collettivo: ognuno è un’armonia tra sfere all’interno della quale la creatività di ognuno è fondamentale per creare questo movimento e ciò non sminuisce nessuno. L’idea del regista demiurgo del ‘900 è una bugia, il teatro è il risultato di un lavoro condiviso. È la somma delle individualità che crea il tutto, non l’azzeramento di queste.”
collaborazione alla drammaturgia Gabriele Portoghese
consulenza letteraria Paolo Giordano
musiche originali Lorenzo Tomio
disegno scene Paola Villani
direzione tecnica e disegno luci Maria Elena Fusacchia
costumi Fiamma Benvignati
si ringrazia l’artista Elisabetta Benassi
per INDEX Valentina Bertolino, Francesco Di Stefano, Silvia Parlani
una produzione INDEX
in coproduzione con TPE – Teatro Piemonte Europa in collaborazione con Politecnico di Torino – Prometeo Tech Cultures; Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale
in collaborazione con AMAT e Comune di Pesaro
con il supporto di ATCL / Spazio Rossellini, MAB Maison des Artistes Bard, Viola Produzioni / Spazio Diamante
Foto di © Flavia De Muro
