Per puro caso stamattina è nata così l’idea di riportare i testi delle canzoni. Un fatto da proporre e incentivare a fare anche ad altri autori di RadioSapienza. Le canzoni nascono per un vissuto, per un’esperienza o un racconto. A volte basta un’immagine, ma ho sentito anche di fatti di cronaca, film. Tutto ciò che muove emozioni e ci lascia traccia può essere fonte d’ispirazione per una poesia. Oggi le poesie che si trasformano in musica sono meno di un tempo. Lo dico da vecchio Boomer, ma ci sono ancora. “I pinguini Tattici Nuclerai” per come la vedo io – quindi interpretazione personalissima e smontabile – “sentono” e scrivono con un’agilità e sensibilità davvero speciale. I suoni e le musiche seppure non epiche, fanno da accompagnamento a parole che ci raccontano storie e lasciano qualcosa dentro. Sono diverse le loro canzoni che non potrò dimenticare: da “Pastello bianco”, “Giulia”, “Ricordi”, “Ridere” (sullo stessa tema di Amaro),
La canzone ci racconta la fine di una storia d’amore, o quanto meno un allontanamento dal quale segue tutto il resto. Una fine e un nuovo inizio, difficile e comunque da affrontare, con la consapevolezza di “disimparare” ad amare e amare ancora, ma con l’ombra di quella che è stata una storia che ha segnato.
Nulla di nuovo, sotto il sole, temi affrontati sempre in diverse epoche musicali. Ci sono elementi comuni con tanta produzione musicale, comune come i fatti della vita che comprendono l’amore e la fine delle storie e i nuovi inizi, che lasciano l’amaro in bocca.
Amaro dei Pinguini Tattici Nucleari, il testo
Questo è il testo di Amaro dei Pinguini Tattici Nucleari:
Imparerò a dormire qui da solo.
Ad avere giorni storti e non dirtelo più.
Annaffierò i tuoi fiori, te lo giuro,
ma so che moriranno se non ci sei tu.
Imparerò a non salire su tutti i treni
perché perderne alcuni fa bene ai pensieri.
Dirò dei no a chi verrà dopo di te
e mi amerà ma nella tua ombra, baby.
Che vuoi che dica ora?
Che potevamo essere una frase scritta
sopra le lenzuola? Ma dai mi servirà un amaro
per far passare l’amaro in bocca.
Ma basta che mi pensi quando fuori piove.
So che sei lontana però non mi importa dove arriverò
per farti compagnia, io porto il vino ed un po’ di nostalgia.
Noi che ci amavamo come due bibliotecari
Di notte scavalcando gli skatepark abbandonati
Ora lo so
ci penso mentre parti che dovrò imparare a disimpararti.
Ci proverò a non cercare più i tuoi passi
ma tu eri casa ovunque mi trovassi.
Imparerò che è impossibile salvarsi
per chi passa una vita ad autosabotarsi, io che vuoi che dica ora?
Che immaginavo avremmo litigato per
portare i bimbi a scuola? Ma dai mi servirà un amaro
per far passare l’amaro in bocca
Ma basta che mi pensi quando fuori piove
So che sei lontana però non mi importa dove arriverò
per farti compagnia, io porto il vino ed un po’ di nostalgia.
Noi che ci amavamo come due bibliotecari
Di notte scavalcando gli skatepark abbandonati
Ora lo so
Ci penso mentre parti, che dovrò imparare a disimpararti.
Facciamo un brindisi al passato.
Io non dimentico che mi hai salvato.
Mi servirà una mano per starmene lontano,
non chiedermi se ti amo ancora
Mi servirà un amaro, per far passar l’amaro in bocca
Ma basta che mi pensi quando fuori piove.
So che sei lontana però non mi importa dove arriverò
per farti compagnia, io porto il vino ed un po’ di nostalgia.
Noi che ci amavamo come due bibliotecari
Di notte scavalcando gli skatepark abbandonati
Ora lo so
ci penso mentre parti che dovrò imparare a disimpararti.
