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MUPA: arriva a Roma il museo dove il patriarcato è un ricordo

MUPA

Ingresso del MUPA

Nel cuore della capitale prende vita il MUPA, il Museo del Patriarcato, un progetto artistico e culturale nato dall’iniziativa di ActionAid Italia e curato da Stormi Studio in collaborazione con Hello Tomorrow, che immagina un futuro in cui il patriarcato è finalmente consegnato alla memoria collettiva. Il museo propone un percorso immersivo, che guarda al nostro tempo come se fosse un lontano passato, trasformandolo in un’epoca da studiare attraverso reperti, installazioni e testimonianze.

L’obiettivo è invitare le persone a osservare criticamente le dinamiche quotidiane che alimentano stereotipi, discriminazioni e violenze contro donne e soggettività marginalizzate. In questo spazio ogni opera diventa una lente attraverso cui interrogarsi sul ruolo individuale e collettivo nella riproduzione delle strutture di potere patriarcali.

Il museo è stato inaugurato con Violante Placido come testimonial e con Francesca Fiore e Sarah Malnerich di Mammadimerda come guide d’eccezione. Il reel di lancio del museo, realizzato in collaborazione con le creator, ha totalizzato oltre 300 mila visualizzazioni e la serata di opening ha accolto centinaia di persone. In solo cinque giorni di apertura, il MUPA ha registrato un afflusso sopra ogni aspettativa, non solo per vedere le opere esposte ma per partecipare ai laboratori interattivi e ai talk, e ha suscitato forte interesse mediatico nazionale e interazionale.

Le 23 installazioni hanno colpito il pubblico per l’immediatezza e la potenza del messaggio che portano. Particolarmente significativa l’installazione “Psss”, con la sua riproduzione continua di fischi e molestie verbali, trasforma lo spazio pubblico in un ambiente sonoro ostile, evocando la quotidiana percezione di insicurezza vissuta da molte donne. “Sorellanza”, una semplice insegna luminosa che diventa un messaggio politico di vicinanza e ascolto che celebra la solidarietà e la resistenza femminista.

Accanto al percorso espositivo, il MUPA ha proposto un ricco calendario di talk e incontri pubblici: le conversazioni, guidate da attiviste, studiose, giornaliste ed esperte dei centri antiviolenza, hanno affrontato temi quali la violenza economica, l’impatto della narrazione mediatica sul percepito collettivo, la socializzazione di genere, l’educazione affettiva e la prevenzione primaria. Un momento di confronto intergenerazionale, offrendo strumenti concreti per riconoscere e trasformare i meccanismi culturali che sostengono la disparità di genere.

Per ActionAid, il MUPA non è soltanto una mostra, ma un invito urgente a investire sulla prevenzione primaria. «Dobbiamo riconoscere che le disuguaglianze quotidiane sono il terreno che alimenta le forme più estreme di violenza», sottolinea la co-segretaria generale Katia Scannavini, ribadendo la richiesta al governo di destinare almeno il 40% dei fondi del piano antiviolenza a interventi strutturali e trasversali, per trasformare per davvero il patriarcato a un solo ricordo del passato.

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