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MLAC: riflettere sulla salute mentale al passato e al presente

I diritti dei malati psichiatrici, la condizione manicomiale e le esperienze contemporanee saranno al centro di un dibattito aperto al pubblico nel contesto della salute mentale. Tutto ciò, unendo le arti visive ai temi di esclusione, controllo e cura. Giovedì 25 giugno alle ore 17.00 presso il MALC – Museo laboratorio di Arte contemporanea, gli ospiti, sostenuti da una squadra di borsiste, tirocinanti e tutor, vi aspettano per dialogare e stimolare le menti sulla deistituzionalizzazione psichiatrica all’interno degli ospedali dedicati alle patologie mentali.

Durante l’incontro, dopo gli interventi, si aprirà una discussione assembleare aperta alla partecipazione del pubblico, concepita come occasione di confronto e di elaborazione collettiva attorno alle questioni sollevate dalla mostra e dalle esperienze presentate.

L’attività prende vita nel laboratorio del Museo seguendo il fil rouge delle iniziative collegate alla mostra itinerante Morire di classe – La condizione manicomiale fotografata da Carla Cerati e Gianni Berengo Gardin a cura di Archivio Basaglia, in esposizione dal 10 giugno all’8 luglio 2026. L’organizzazione culturale Archivio Basaglia si propone di far circolare nelle università la mostra con l’obiettivo di mantenere vivo il dibattito sulla salute mentale. Questa raccolta di fotografie ci permette di osservare da vicino le condizioni di vita degli ultimi della società di alcuni manicomi in Italia, tra cui Ferrara, Firenze, Gorizia e Parma verso la fine degli anni Sessanta. I pazienti erano circondati e soffocati non solo da mura, ma anche da pregiudizi ed un’idea diffusa nella società di essere devianti e, per questo, esclusi. Tra equilibrio psichico fragile, assenza di libertà fisica ed individuale, costretti in spazi degradati, i soggetti degli scatti si raccontano attraverso il lavoro di Carla Cerati e Gianni Berengo Gardin, due artisti che si sono mossi con sensibilità e consapevolezza in questi luoghi di segregazione e di coercizione.

“…questo lavoro contribuì a sensibilizzare l’opinione pubblica e ad alimentare il dibattito politico e culturale che condurrà, nel 1978, all’approvazione della Legge 180, con cui si sancì la progressiva chiusura dei manicomi e l’avvio di un nuovo modello di assistenza psichiatrica fondato sulla tutela della dignità e della libertà della persona.”

Nel corso degli ultimi decenni sono stati senza dubbio raggiunti importanti traguardi nella tutela di tutti coloro affetti da patologie psichiatriche, ma la necessità di un cambiamento persiste poiché stereotipi e pregiudizi convivono ancora negli immaginari culturali di tutte le generazioni. Soltanto con lo sguardo verso il passato e la mente concentrata sul presente, la parola rivolta al futuro potrà cambiare la società e, perché no, iniziando proprio da un dibattito.

Maggiori informazioni sull’evento al link: https://www.museolaboratorioartecontemporanea.it/evento/riflettere-sulle-pratiche-dellesclusione-ieri-e-oggi/

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