Portare sul grande schermo la vita di Michael Jackson non era solo un compito ambizioso, era quasi un’impresa impossibile. Eppure il regista Antoine Fuqua ha accettato la sfida con Michael, un biopic visivamente spettacolare che punta dritto al cuore dei fan, celebrando l’immortale eredità musicale del grande Re del Pop.
Il vero punto di forza del film risiede nella straordinaria performance di Jaafar Jackson, nipote del cantante nella vita reale.
Oltre che nella somiglianza fisica, ciò che stupisce di più sono le movenze e l’anima di Jaafar, riuscendo a compiere il miracolo: dalle prime esibizioni con i Jackson Five, fino all’iconica camminata del Moonwalk al Motown 25, l’attore non imita Michael Jackson, lo evoca.
Le ricostruzioni delle coreografie e dei videoclip, da Thriller a Bad, sono talmente accurate da lasciare lo spettatore senza fiato. Sul fronte del cast di supporto , spicca un monumentale Colman Domingo nei panni del severo patriarca Joe Jackson, capace di trasmettere tutta la complessità di un padre padrone.
Se dal punto di vista dell’intrattenimento il film è un trionfo travolgente che giustifica l’imponente budget utilizzato, la sceneggiatura firmata da John Logan sceglie la via della prudenza.
La narrazione si concentra principalmente sull’ascesa artistica di Michael Jackson fino alla fine degli anni ’80, dalla sua carriera musicale, ai suoi problemi di salute come la vitiligine, all’incidente durante la registrazione di uno spot per la Pepsi che lo portò ad avere per il resto della vita una grave ustione al cuoio capelluto e alla base del cranio. Si è preferito sorvolare sulle controversie più pesanti che hanno segnato gli anni successivi alla sua vita.
In definitiva, la magia del palcoscenico e l’energia travolgente della musica di questo film fanno emozionare dal primo all’ultimo minuto.
Ma la vera sorpresa arriva proprio sul finale: la straordinaria e complessa vita di Michael è troppo grande per essere racchiusa in un solo film.
È stato infatti confermato che questo è solo l’inizio. Una seconda parte è già in sviluppo e si concentrerà sugli anni più maturi della sua carriera, esplorando i trionfi degli anni ’90 e Duemila insieme alle sue sfide umane più profonde.
