L’aula gremita, il bagno di selfie e la pioggia di richieste di autografi. La lezione di Digital Marketing del Corso di Laurea in Media, Comunicazione Digitale e Giornalismo si tinge di giallo con l’arrivo di Marina Di Guardo che torna in libreria per l’uscita del suo ultimo libro Braccata, un thriller le cui pagine sono cariche di suspense e di terrore. L’incursione della scrittrice durante il corso tenuto dai docenti Andrea Rea e Genni Perlangeli diventa una testimonianza sul come anche la stesura di un’opera possa conoscere le formule del mercato, quello dell’editoria.
L’autrice – e madre dell’imprenditrice digitale Chiara Ferragni – si allontana dal mondo glamour in cui è sempre collocata per porgerci la mano in un mondo di inganni, segreti e tradimenti, dove i red carpet si tingono di rosso sangue e i flash dei paparazzi si tramutano nelle luci di un lampadario di un commissariato che cerca di far luce su un’oscura verità.
La reputazione della senior fashion buyer Angela che va in frantumi. Un tema – quello della gogna mediatica – che trasforma le pagine in una fotografia della nostra epoca. Le acque cristalline della Sicilia – di cui la Di Guardo è originaria – fanno da cornice ad un romanzo dove le vacanze estive della protagonista si interrompono con la scomparsa della sua migliore amica Beatrice. L’epilogo di questa triste storia è il cadavere di una donna rinvenuto fra le rovine di una tonnara in disuso, ed è qui che la Milano da bere lascia annegare Angela nel suo dolore, finita anche nel mirino dei cronisti.
Davanti alla cattedra, le matricole sono alle prese con le prime nozioni di Marketing, ma sono anche lettori sempre più appassionati di true crime. Dietro alla cattedra, insieme alla scrittrice, la docente Genni Perlangeli: “È stata una cosa prettamente casuale – confida la Perlangeli ai microfoni di Radio Sapienza – perché ci siamo incontrate nella stessa zona di Milano e scambiando due chiacchere lei mi ha detto che sarebbe venuta a Roma martedì e quindi io l’ho subito catturata per raccontare il romanzo agli studenti che comunque fanno parte di media, editoria e in parte di social media, quindi si è prestata subito a questo tipo di interventi. È stato un intervento sicuramente dinamico, ne andrebbero fatti molti di più. Sono stati interessati anche gli studenti perché parla di crime e anche di come nasce un romanzo, quanto sia difficile, dal punto di vista del mondo dell’editoria, proporre, produrre e vendere un prodotto di questo genere”.
Letizia Giostra
