È stato presentato oggi, 18 Novembre, nel Centro Congressi di Ateneo nel Dipartimento di Comunicazione e Ricerca sociale (CORIS), lo studio scientifico condotto sotto la guida delle professoresse Barbara Mazza e Maria Paola Faggiano da un gruppo di ricerca composto da sei brillanti studenti, oggi neolaureati, riguardo l’impatto socio-economico della Maratona di Roma. Per l’occasione è stata intavolata una conferenza ricca di ospiti e spunti di riflessione. La giornata, scandita in tre momenti, si è aperta con l’annuncio dell’appuntamento al 22 Marzo 2026 per la prossima edizione della Run Rome the Marathone, la maratona di Roma, organizzata da quattro anni da Corriere dello Sport e ACEA.
La prima “tavola rotonda” della conferenza ha testimoniato la florida collaborazione tra Sapienza Università di Roma, istituzioni e organizzatori dell’evento. I saluti del Preside della facoltà di Scienze politiche, Sociologia e Comunicazione, Pierpaolo D’Urso, e del neo nominato direttore del dipartimento CORIS, Luca Dezi, hanno sottolineato come lo studio sia stato un’occasione irripetibile di dialogo tra il mondo accademico, quello istituzionale e la società. La collaborazione tra l’organizzazione della Maratona di Roma, Comune di Roma e Sapienza è stata avviata quattro anni fa, si è da due anni arricchita di questo aspetto di ricerca ed è destinata a continuare, dati i risultati decisamente positivi, evidenziati da Alessandro Onorato, assessore a grandi eventi, sport, turismo e moda, e dagli organizzatori Quinzi e Benfenato.
Negli ultimi anni, seguendo la scia delle maratone delle grandi capitali mondiali, come quella iconica che si tiene a New York, Roma ha fatto grandi progressi, non solo nei numeri dei partecipanti, che sono aumentati esponenzialmente, come l’indotto economico, raddoppiato solo nell’ultimo anno arrivando a 100 milioni di euro, ma anche e soprattutto, ma anche e soprattutto sotto il punto di vista sociale e culturale. I maratoneti romani rimangono sempre fedelissimi, ed è importante rilevare come la maratona attiri sempre più donne, sempre più giovani e sempre più atleti internazionali. “Non più tardi di sette anni fa Roma era una città che aveva detto no ad ospitare le Olimpiadi, oggi stiamo siglando un accordo con il CEO della Maratona di New York per collaborare” ha annunciato l’assessore Onorato, che ha anche sottolineato che negli ultimi quattro anni, gli stessi della sintonia tra Maratona di Roma, Sapienza e Comune, la permanenza media dei 150mila turisti che quotidianamente giungono a Roma è passata da 2,3 giorni a circa 4, dimostrando come i grandi eventi siano occasione di innovazione e inclusione.
La seconda fase della mattinata ha visto l’analisi puntuale seppur sintetica dei risultati del lavoro scientifico di ricerca. È stato sottolineato come al principio di questa idea di approfondimento l’evento avesse bisogno di un grande aiuto. Data la fin troppo recente fine della crisi pandemica, i ricercatori e le professoresse hanno cercato di individuare come il binomio evento sportivo – città si alimentasse facendo della Run Rome the Marathone non “una corsa nella città”, ma “una corsa DELLA città”. Come ha spiegato la professoressa Mazza ai microfoni di RadioSapienza, il lavoro aveva bisogno di una prospettiva organica, che contemplasse i fabbisogni come i punti di forza, le opportunità come le criticità. È stato intervistato un campione di cittadini numeroso e variegato che si punta ad ampliare ulteriormente in vista delle prossime edizioni. La professoressa Faggiano ha ribadito il valore simbolico della maratona, e soprattutto della maratona di Roma, per la bellezza del suo percorso, per il suo valore sociale e per i numeri di partecipazione. Naturalmente, grazie alla ricerca del CORIS, sono stati anche individuati elementi di criticità e relative proposte arrivate direttamente dai cittadini intervistati: prima fra tutti la talvolta inefficace comunicazione riguardo servizi accessori, già esistenti, già fruiti e soddisfacenti, a seguire sono state sottolineate la scarsa spettacolarità, la mancanza di attività collaterali lungo e alla fine del percorso e, immancabile, le problematiche della viabilità.
Il trend in costante ascesa che sta riguardando lo sport italiano (in una epoca aurea innegabile che non vivevamo da anni) e, in particolar modo, la corsa ha fatto di questo interesse per la maratona sia un fatto sociale, che va ben oltre il mero benessere fisico, diventando una sfida al benessere psicologico e un commuovente fenomeno antropologico. In questo senso hanno preso forma e importanza la presenza di Fabrizio Donato e Andy Diaz, come quelli dei portavoce di Banco Alimentare Roma, Roma is Woman, Enjoy 42, CVS Lazio, La Corsa di Miguel e Agape ETS – Academy di Kinshasa, tutte associazioni che hanno accordi con Run Rome the Marathone per iniziative in campo sociale e sportivo collegate a quella della maratona.
Fabrizio Donato, ex capitano della Nazionale italiana di Atletica leggera, bronzo olimpico nel Salto triplo a Londra 2012, oggi allenatore per il gruppo militare sportivo Fiamme Gialle, si è fatto portavoce della storia del suo atleta Andy Diaz, a dimostrazione della forza e dei valori intramontabili dello sport oltre alla semplice competitività. Oggi Diaz è oro europeo e mondiale al coperto, ha partecipato ai mondiali all’aperto di Tokyo 2025 ed ha vinto un titolo della Diamond League, il maggiore circuito di professionisti dell’atletica leggera, ma nel 2021, dall’aeroporto di Madrid, in procinto di rappresentare Cuba alle Olimpiadi, ha deciso di lasciare il suo paese, con una situazione socioeconomica insostenibile per tanti giovani come Andy, ed ha chiesto aiuto proprio a quello che oggi è il suo allenatore. Lo sport ha permesso a Diaz di avere non solo una carriera professionistica, che come ha detto punta a far durare fino a battere il record dello stesso Donato, che ha gareggiato fino ai 42 anni, ma gli ha donato la libertà.
Intervista a Fabrizio Donato, allenatore ed ex atleta olimpico, e Andy Diaz, campione europeo e mondiale indoor nel salto triplo.


