L’istruzione come riscatto e rinascita. Con la misura “Libere di studiare” le persone che hanno subito violenza di genere e gli orfani di femminicidio saranno esonerati dai contributi di iscrizione dei corsi di studio Sapienza.
“Per sostenere davvero chi trova la forza di denunciare e chi resta orfano a causa di un femminicidio, servono strumenti concreti per emanciparsi, formarsi ed essere parte attiva della società, come protagoniste di un futuro autonomo, proprio e collettivo.”
Con queste parole la rettrice Antonella Polimeni presenta il fine di questa iniziativa Sapienza, che ha l’obiettivo di rendere Libere mediante la cultura.
Fu proprio Platone che, nel V secolo a.C., con il suo concetto di “Paideia” ci ha fornito la via migliore per raggiungere la Libertà.
Via “migliore” ma non sempre facilmente accessibile per tutti, a questa problematica l’Ateneo offre una soluzione.
Il 30 settembre 2025 è infatti stata approvata dal Consiglio di Amministrazione della Sapienza una nuova misura di esonero totale dai contributi di iscrizione per le persone vittime di violenza di genere e per gli orfani di femminicidio. L’iniziativa, valida per tutti i corsi di studio, (dalle Lauree Triennali e Magistrali ai Dottorati di ricerca e Master) entrerà in vigore nell’anno accademico 2025-2026.
Per accedervi, le persone aventi diritto dovranno presentare domanda alla Segreteria studenti di appartenenza, allegando la certificazione rilasciata dai centri antiviolenza riconosciuti dalle Regioni o dai servizi sociali.
La documentazione sarà valutata dalla Consigliera di Fiducia dell’Ateneo e il beneficio è rinnovabile per tutto il ciclo di studi più un anno fuori corso.
Con “Libere di studiare” l’Ateneo rafforza il proprio impegno sociale che ha sviluppato negli ultimi anni a tutela delle persone più fragili. Tra questi ricordiamo il Centro Antiviolenza istituito con Regione Lazio e Lazio DiSCo, il Piano per l’Uguaglianza di Genere, il Codice di condotta contro le molestie sessuali, il Regolamento per la carriera alias e il lavoro della Consigliera di Fiducia e del Comitato Unico di Garanzia.
“Spero che questa azione possa rafforzare nella nostra Comunità la consapevolezza che in Sapienza nessuna persona è sola.” ha concluso la rettrice Antonella Polimeni.
Animato dalla stessa speranza, l’Ateneo accoglie l’iniziativa e soprattutto fornisce una rete di solidarietà concreta a favore di chi ne ha bisogno.
Articolo di Lavinia Ferraioli
