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L’arte come ponte tra Italia e Iraq: mostra su Alì Assaf

Si inaugura il 21 aprile 2026, dalle 17:00 alle 20:00, l’apertura della mostra Alì Assaf Opere 1973-2011 al MLAC – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea

Questa mostra antologica dedicata a Alì Assaf è un’esposizione artistica che raccoglie una selezione significativa delle sue opere dal 1973 al 2011 e propone uno sguardo trasversale sui temi di guerra, migrazione e identità culturale.

Nato a Bassora, in Iraq nel 1950, Alì Assaf vive e lavora a Roma nello stimolante quartiere di San Lorenzo. Dopo aver concluso gli studi all’istituto di Belle Arti di Baghdad nella sua terra natale, nel 1977 prosegue il suo percorso di formazione all’accademia di Belle Arti di Roma, dove si diploma in Pittura. Negli anni successivi si afferma come artista visivo, nel 2011 viene nominato Commissario del Padiglione Iraq alla 54a Biennale d’Arte di Venezia, fino ad arrivare a oggi: la sua collezione annovera mostre ed esposizioni collettive in tutto il mondo. È attraverso un linguaggio artistico molteplice, un insieme di fotografia, pittura e performance, che intreccia richiami al suo background culturale arabo-iracheno a narrazioni postcoloniali e sulla diaspora irachena in Europa. Possiamo perciò definire Assaf un vero e proprio artista militante il quale esplora mediante l’arte la sua esperienza di esilio.

La mostra raccoglie una selezione di opere rappresentative della sua produzione. Il percorso di visita inizia con un nucleo di pitture, incisioni e disegni degli anni Settanta, per proseguire con la svolta concettuale degli anni Ottanta sul tema del militarismo, in risposta all’ascesa di Saddam Hussein in Iraq (1979). Ampio spazio è dedicato al decennio Novanta, segnato dalle conseguenze socio-politiche della Guerra del Golfo (1990-1991), in cui si possono ritrovare due linee di ricerca principali: da una parte, Assaf rielabora la condizione di esule attraverso l’autoritratto e l’evocazione di memorie familiari; dall’altra, avvia un ironico processo di critica verso l’Islam politico con l’utilizzo della fotografia e della performance, nel contesto della complessa percezione della cultura araba in Italia. A conclusione del percorso, la produzione degli anni Doppiozero si concentra sul fantasma del terrorismo dopo l’invasione anglostatunitense dell’Iraq (2003) e sulle storie di migrazione

Si tratta dunque di un progetto del MLAC che si avvale della collaborazione del Comitato scientifico composto da Ada Barbaro (Sapienza Università di Roma), Marta D’Andrea (Sapienza Università di Roma), Michelina Di Cesare (Sapienza Università di Roma), Francesca Gallo (Sapienza Università di Roma). La mostra a cura di Arianna Desideri sarà aperta dal 21 aprile al 29 maggio 2026 nel Palazzo del Rettorato della Sapienza Università di Roma, P.le Aldo Moro.

Per maggiori informazioni, consultare il sito web https://www.museolaboratorioartecontemporanea.it/mostra/ali-assaf/

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