Nella mattinata di ieri la sede della Casa Internazionale delle Donne in Via della Lungara, 19 (Trastevere) ha avuto luogo un incontro incentrato sul femminismo, sull’emancipazione, sulla libertà e sulla trasformazione sociale, partendo dalla riflessione che scaturisce dalla lettura del romanzo “L’arte della gioia” di Goliarda Sapienza.
Dopo i saluti istituzionali della Magnifica Rettrice Antonella Polimeni e della Direttrice del Dipartimento di Chimica e Tecnologie del Farmaco del nostro Ateneo, Prof.ssa Daniela Secci, l’apertura dei lavori è proseguita con un sentito e intimo intervento del Magnifico Rettore di Unitelma Sapienza Bruno Botta. È stato un excursus toccante sul clima culturale dell’università negli anni in cui Goliarda Sapienza scriveva il suo “scandaloso” romanzo e la lotta femminista e i collettivi di giovani della capitale davano vita all’associazione che ospitava l’evento.
Dello stesso tenore sono stati i discorsi di Maura Cossutta (figlia del partigiano, giornalista e politico Armando Cossutta) e Angela Ronga, due delle donne forti e determinate che dopo aver vissuto con coraggio e saggezza gli anni rivoluzionari del ‘68 ancora oggi sono ai vertici dell’associazione Casa Internazionale della Donna e delle iniziative su femminismo e temi sociali. Senza filtri – come dovrebbero essere questo genere di argomenti – e con visibile emozione, Cossutta e Ronga hanno ricordato quanto la storia della lotta femminista si intersechi e sia fattore imprescindibile delle lotte sui temi sociali della nostra democrazia: è stato ricordato l’importanza del voto e l’importanza del contributo delle Madri Costituenti nel lavoro della nostra Costituzione, sulla quale oggi il dibattito è più vivo che mai. Sono stati affrontati anche temi più sottili e meno scontati come il cosiddetto Pinkwashing. “È assurdo che oggi si facciano guerre in nome delle donne. […] Dobbiamo ricordarci delle donne iraniane e delle donne afghane, donne che hanno lottato per la pace e che poi sono state abbandonate” .
Insomma, nonostante si affaccino oggi sul panorama del femminismo nuove sfide e nuovi marchi di diversità, la Casa Internazionale della Donna e il nostro Ateneo sono ancora fortunatamente memori dell’impegno che dagli anni del secondo dopoguerra e dei moti del ‘68 e dal dibattito degli anni Settanta, e non sono disposti a lasciare facilmente che si vanifichino decenni di conquiste. Il lavoro è ancora tanto.
Il riferimento del tema al romanzo di Goliarda Sapienza è dovuto al suo contenuto, a causa del quale la donna ha dovuto fronteggiare continui rifiuti dalle case editrici italiane, al punto che è morta prima di vedere la sua opera pubblicata nella sua interezza, in Germania prima e in Italia poi. Il testo è un mirabile intreccio di esperienze intime e pubbliche proprio su quel panorama di lotte sociali e femministe dei primi anni Settanta. La protagonista in un periodo oppressivo cerca di fare strada alla sua libertà di espressione e sessuale, mettendo a dura prova la morale dell’epoca. Anticonformismo allo stato puro, L’arte della gioia rimane ancora estremamente attuale e una sua analisi profonda offre spunti di riflessione importanti per l’individuo e per il cittadino di oggi, come ha ricordato la professoressa Beatrice Alfonzetti, Ordinaria di Letteratura Italiana nella nostra università da poco in pensione, che ha tenuto un intervento di approfondimento sul romanzo ed ha, nella seconda parte della mattinata, preso parte ad una tavola rotonda al fianco di altre accademiche, attiviste e scrittrici.
Il dibattito è stato moderato dalla dottoressa Silvia Mari, responsabile della redazione DireDonna, e ha visto ospiti del calibro di Anna Maria Giannini, professoressa di Psicologia generale e di Psicologia giuridica e forense, nonché delegata alle politiche per le pari opportunità per Sapienza Università di Roma, Luisa Torsi, professoressa di Chimica analitica e membro dell’Accademia dei Lincei, Maria Rosa Cutrufelli, giornalista e scrittrice, e Marilena Grassadonia, coordinatrice dell’Ufficio Diritti LGBT+ di Roma Capitale.
L’incontro di ieri è stato prezioso per la comunità accademica, per la cittadinanza e per il mondo dei collettivi per ricordare che la trasformazione sociale e la conquista dei diritti non sono un fatto assodato e fermo nel tempo, ma un fenomeno in continua evoluzione, che pertanto ha bisogno di continua azione. L’invito oggi è alla consapevolezza e alla forza ad agire in funzione della propria autodeterminazione.
Di seguito le interviste al Magnifico Rettore di Unitelma Sapienza, Bruno Botta, ad una delle professoresse organizzatrici dell’evento, Francesca Ghirga, del Dipartimento di Chimica e Tecnologie del Farmaco, e a Marilena Grassadonia, coordinatrice dell’Ufficio Diritti LGBT+ di Roma Capitale.
