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L’Aquila – capitale italiana della cultura 2026: i discorsi della cerimonia di apertura

Oltre 300 eventi incentrati sulla cultura e sull’innovazione tecnologica: questo vuol dire essere “capitale italiana della cultura”, onere e onore che, per l’undicesimo anno dell’iniziativa, è ricaduto su L’Aquila, capoluogo della Regione Abruzzo.

Due giorni fa si è tenuta la cerimonia di inaugurazione in pieno centro storico della città appenninica, alla presenza di tutte le figure istituzionali di riferimento: i sindaci di tutta la provincia, che contribuirà ad ospitare gli eventi e le attività, il Presidente della regione, Marco Marsilio (Fratelli d’Italia), il Ministro della Cultura insieme a quello dell’Economia, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e tanti altri.

La cerimonia si è snocciolata in esibizioni musicali, spettacoli aerei e luminarie come vere e proprie opere d’arte, ma quello che più ha colpito sono stati i discorsi istituzionali tenuti nell’Auditorium della Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza.

Il Presidente Marsilio ha riconosciuto l’importanza di questo riconoscimento per la città, che in questi ultimi anni si è prodigata molto per la sua rivalsa, dopo i momenti duri che sono seguiti al sisma del 2009, una disgrazia che causò la morte di 309 persone e il crollo di migliaia di edifici. Sul territorio aquilano ricadono oggi importanti entità come l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, il più grande laboratorio sotterraneo al mondo dedicato allo studio delle particelle, importanti centri per l’industria farmaceutica, ma soprattutto l’Ateneo della città, che negli ultimi anni, grande ad una lungimiranti ed oculata politica di rilancio, si è vista scalare varie posizioni nelle classifiche dei medi atenei pubblici italiani, specie per il settore tecnico-scientifico. “Ci consente di dimostrare all’Italia e al mondo questo grande percorso”, ha concluso Marsilio.

Il discorso di Mattarella si è incentrato sui grandi esempi di cultura del territorio abruzzese, simboli di unione, comunità e pace. Sono stati citati Ovidio, Celestino V (la cui Perdonanza è stata data in dono al Presidente della Repubblica dal sindaco della città Pierluigi Biondi), Ignazio Silone e Mario Pomilio.

Gli eventi che si inanelleranno in questi mesi saranno anche occasioni preziose per restituire alla città e alla comunità aquilana alcuni luoghi che erano stati vittime della forza distruttiva del terremoto e che in questi anni, con duri sforzi, sono stati riqualificati: il Forte Spagnolo, il Museo Nazionale d’Abruzzo, il Castello Cinquecentesco, il Teatro Comunale e il Teatro San Filippo.

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