Un colore per contrastare la violenza contro le donne. Non è il rosso che ricorda il sangue versato. Neppure il nero, associato a un tipo di cronaca che troppo spesso tinge di questo colore l’informazione. È l’arancione, così acceso e particolare, da attrarre l’attenzione di chiunque. Da lunedì, infatti, i social della Sapienza sono stati tinti di questo colore per sensibilizzare su un tema cruciale: il contrasto alla violenza sulle donne, celebrato ogni 25 novembre, giornata nazionale per ricordare le vittime e sostenere chi ancora lotta in relazioni pericolose.
L’iniziativa fa parte della campagna globale “Orange the World”, promossa dalle Nazioni Unite e da UN Women, che attraverso un solo colore, vuole far luce su un problema, illuminando strade, piazze ed atenei, in un modo per esprimere solidarietà e impegno nella lotta contro la violenza di genere e per costruire un futuro libero da violenze e discriminazioni.
Con questa adesione la Sapienza ribadisce il proprio impegno a favore di una cultura del rispetto, dell’uguaglianza e della dignità di ogni persona, valori imprescindibili per la promozione della salute e del benessere collettivo. Il piano invita inoltre a indossare qualcosa di arancione per mostrare solidarietà, supporto e vicinanza.
Una giornata che questa volta tocca particolarmente l’Ateneo per la prematura scomparsa di Ilaria Sula, giovane studentessa di Statistica accoltellata dal suo ex fidanzato. Il corpo fu occultato in una valigia, poi gettata in un dirupo fuori Roma. Le ricerche incessanti di quei giorni, la disperazione dei familiari, il sospetto maturato col tempo, quando trapelò il nome della persona con cui si sarebbe dovuta incontrare. Un copione già visto e rivisto, come per altri casi di femminicidi che hanno scosso particolarmente l’opinione pubblica, come nei casi di Giulia Cecchettin e Martina Carbonaro. Poi il ritrovamento di Ilaria con le speranze definitivamente spente.Un luogo in cui il corpo è rimasto nascosto per giorni e dove ora sorge un piccolo altare circondato da fiori come mostrato sui social dal fratello della studentessa.
Numerose le iniziative in programma nel mese di novembre promosse dalla Sapienza. Già il 25 sono in corso convegni in diversi dipartimenti, da Scienze Politiche a Medicina passando anche per il Coris. Mercoledì 26 novembre il Dipartimento di Fisica ospita Lorenzo Gasparrini, con il suo intervento dal titolo Ci vuole un Fisico bestiale?, in un seminario generale programmato alle ore 16.00 nell’Aula Amaldi. Estensione, divisibilità e massa dicono molto sui corpi, ma non tutto. Il Dipartimento di Biologia ambientale assieme al Dipartimento di Metodi e modelli per l’economia, il territorio e la finanza ospitano la presidente dell’associazione Il tempo delle donne Rita Valenzuela, con la quale si ricorderà la storia delle sorelle Mirabal: coraggiose oppositrici del regime sanguinario e maschilista del dittatore dominicano Trujillo, assassinate il 25 novembre del 1960 e i cui volti sono impressi in una scultura a loro dedicata all’interno dell’Orto botanico.
Giovedì 27 novembre Il gruppo Gep del Dipartimento di Chimica, insieme al collettivo studentesco, coordina un’iniziativa dal titolo Mascolinità tossica: cos’è e come combatterla, il Dipartimento Scienze dell’Antichità organizza presso il Museo delle Origini, il Museo delle Antichità etrusche e italiche, il Museo dell’Arte classica, Museo del Vicino Oriente, Egitto e Mediterraneo Oltre i confini di genere: storie di donne tra preistoria e civiltà classiche nei musei Sapienza: un viaggio nel tempo attraverso i musei archeologici della Sapienza per riflettere sul ruolo della donna nell’antichità, dalla preistoria alle civiltà classiche, e abbattere gli stereotipi di genere.
Il Dipartimento di Fisiologia e Farmacologia Vittorio Erspamer ospita anche quest’anno l’evento Carriere scientifiche al femminile: tra opportunità e barriere invisibili, mentre durante la settimana dal 24 al 28, si tiene un ciclo di lezioni universitarie integrate, in cui l’insegnamento delle discipline farmacologiche viene arricchito da una prospettiva di genere.
