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La Sapienza in tribunale per Ilaria Sula: l’Ateneo si unisce alla richiesta di giustizia

La terza Corte di assise del Tribunale ordinario di Roma ha ammesso l’Università “La Sapienza” come parte civile nel processo per l’uccisione di Ilaria Sula, studentessa della Facoltà di Statistica.

L’imputato, Mark Antony Samson, è accusato dai pubblici ministeri e dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dalla relazione affettiva che il ragazzo aveva con la vittima e dall’occultamento del cadavere. Lo scorso 12 novembre, in aula, erano presenti anche i genitori di Ilaria che, visibilmente commossi e seduti a pochi metri dall’assassino, hanno rivendicato la loro volontà di ottenere giustizia.

Già in quell’occasione la rettrice Antonella Polimeni aveva dichiarato “È un dovere morale e istituzionale testimoniare anche nelle sedi giudiziarie l’impegno dell’ateneo contro ogni forma di violenza di genere e a tutela dei diritti e della sicurezza della nostra comunità”, ribadendo l’impegno dell’Ateneo a promuovere la cultura del rispetto. La Sapienza è da sempre in prima linea sulla tematica: la sede universitaria di Via dello Scalo di San Lorenzo ospita un centro antiviolenza, dispone di una consigliera di fiducia anti-molestie e da poco ha approvato l’esonero totale dal pagamento dei contributi d’iscrizione per le vittime di violenza di genere. Inoltre, esattamente qualche giorno prima del femminicidio di Ilaria, era stato convocato per la prima volta un corso di formazione e aggiornamento intitolato “La cassetta degli attrezzi contro la violenza di genere”.

Già lo scorso maggio durante una riunione del Senato accademico e del Consiglio di amministrazione della Sapienza, congiunta con il Collegio dei direttori di Dipartimento, l’Università non si era tirata indietro, proponendosi per costituirsi: non era però l’unico ente ad averlo fatto, insieme ad essa presenziavano associazioni quali Penelope Lazio, Associazione Italiana Vittime Vulnerabili e Insieme a Marianna. Il responso dei giudici era previsto per ieri, 09 dicembre, e fortunatamente la loro scelta si è riversata sull’Ateneo. Questa rappresenta la prima occasione per l’Università La Sapienza, la più antica di Roma, di prendere parte attiva in uno scenario simile.

Alla memoria di Ilaria Sula è stato intitolato un premio di laurea e le tre nuove aule studio inaugurate ad aprile portano il suo nome.

Commentando la decisione, la rettrice ha definito l’ammissione come parte civile  “un segnale di straordinaria rilevanza per il ruolo delle Università nella società”. Essa non riguarda solo la nostra vicinanza alla famiglia di Ilaria, a cui rinnovo il sentimento di affetto e solidarietà da parte dell’intera comunità Sapienza, ma anche il pieno riconoscimento del valore della missione educativa degli Atenei”.

La rettrice ha poi ribadito che le Università “non sono solo luoghi di trasmissione del sapere e di sviluppo della ricerca: sono comunità educanti, chiamate a formare cittadine e cittadini consapevoli e responsabili, promuovendo valori fondamentali come il rispetto reciproco, la dignità della Persona, la non violenza e la convivenza civile. La tragedia che ha colpito Ilaria e tutta la sua famiglia ci ricorda con forza quanto sia importante che queste dimensioni siano parte integrante della nostra azione quotidiana, dalla didattica alla ricerca, dalle iniziative culturali alla vita della componente studentesca e di tutta la comunità universitaria”.

Conclude affermando che l’Università “riafferma la propria responsabilità sociale di proteggere e promuovere un ambiente in cui la formazione si accompagni alla crescita etica e umana delle nostre studentesse e dei nostri studenti. E, più in generale, è un impegno che ci guida nel nostro lavoro quotidiano e che vogliamo continuare a sostenere, affinché ogni Persona possa vivere un contesto sicuro, rispettoso e aperto, dove i diritti e la dignità di ciascuno siano sempre tutelati”.

Foto pubblicata dall’account Instagram della rettrice 

Articolo di Silvia Macaluso

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