Un gesto semplice ma carico di significato. In occasione della Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla, celebrata il 15 marzo in Italia, dedicata alla sensibilizzazione e prevenzione dei Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA), l’Università La Sapienza di Roma si è impegnata a dimostrare il suo supporto.
È stata istituita la Panchina Lilla, simbolo della lotta ai disturbi del comportamento alimentare. L’iniziativa, promossa da DiSCo-Lazio insieme all’Ateneo e sostenuta dalle rappresentanze studentesche, si inserisce in un percorso più ampio di sensibilizzazione su un tema sempre più urgente per la comunità universitaria.
Alla cerimonia di inaugurazione hanno preso parte, tra gli altri, il presidente di DiSCo-Lazio Simone Foglio e la rettrice Antonella Polimeni, insieme a studenti, studentesse e membri della comunità accademica. La presenza congiunta di istituzioni e rappresentanze studentesche ha sottolineato il valore condiviso dell’iniziativa: non solo un simbolo, ma un invito concreto a rompere il silenzio.
La Panchina Lilla, infatti, non è semplicemente un elemento urbano, ma uno spazio simbolico di riconoscimento e ascolto. In un contesto come quello universitario, dove le pressioni sociali, accademiche e personali possono amplificarsi, i disturbi alimentari trovano spesso terreno fertile, rimanendo però invisibili o sottovalutati. Rendere visibile questo problema significa compiere un primo passo fondamentale: riconoscerlo.
Come evidenziato durante l’incontro, parlare apertamente di disturbi del comportamento alimentare è essenziale per superare lo stigma che ancora li circonda. Anoressia, bulimia e altri disturbi non sono semplici “fasi” o questioni legate all’aspetto fisico, ma condizioni complesse che coinvolgono la sfera psicologica, emotiva e relazionale. Colpiscono un numero crescente di giovani, spesso in modo silenzioso, rendendo ancora più urgente l’attivazione di strumenti di prevenzione efficaci.
In questo senso, il ruolo delle università diventa cruciale. Non solo luoghi di formazione, ma veri e propri spazi di vita, gli atenei hanno la responsabilità di promuovere il benessere complessivo degli studenti. La prevenzione passa attraverso l’informazione, ma anche attraverso la creazione di ambienti accoglienti, in cui chiedere aiuto non sia percepito come un segno di debolezza, bensì come un atto di consapevolezza.
L’installazione della Panchina Lilla alla Sapienza acquista quindi un valore che va oltre il gesto simbolico: rappresenta un punto di partenza per stimolare dialogo, riflessione e consapevolezza. È un promemoria quotidiano, visibile, che invita a fermarsi, osservare e, soprattutto, ascoltare.
Accanto a queste iniziative simboliche, emerge con forza la necessità di rafforzare i servizi di supporto psicologico. Il potenziamento del counseling universitario, già avviato da Sapienza in collaborazione con DiSCo Lazio, costituisce un passo importante verso una presa in carico più strutturata delle fragilità studentesche. Tuttavia, la prevenzione non può limitarsi all’intervento quando il problema è già emerso: deve diventare parte integrante della cultura universitaria.
Educare alla salute mentale e al rapporto equilibrato con il proprio corpo significa intervenire prima che il disagio si trasformi in patologia. Significa offrire strumenti per riconoscere i segnali di allarme, ma anche costruire una narrazione diversa, che metta al centro il benessere e non la performance o l’apparenza.
In questo quadro, iniziative come quella della Panchina Lilla dimostrano quanto sia importante il coinvolgimento attivo degli studenti. Quando sono proprio i giovani a farsi promotori di cambiamento, il messaggio acquista maggiore forza e autenticità.
La sfida, ora, è trasformare questo simbolo in un impegno quotidiano: fare dell’università un luogo in cui nessuno si senta solo di fronte alle proprie fragilità.
