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La Notte delle Streghe, nei pressi della Basilica San Giovanni [la notte del 23/06]

La Notte delle Streghe del 23 giugno, che si svolge nei pressi della Basilica di San Giovanni a Roma, è un evento affascinante che intreccia folklore, spiritualità e tradizione popolare. Fa parte della più ampia Festa di San Giovanni, che si tiene dal 21 al 23 giugno nei Giardini di via Sannio, proprio all’ombra della basilica.

Secondo la tradizione, la notte del 23 giugno è quella in cui “il velo tra i mondi si assottiglia”, rendendola un momento magico in cui tutto può accadere.  Una data conosciuta come la Notte delle Streghe, per una credenza popolare e racconti tramandati oralmente.  Anche quest’anno, dopo decenni in cui certe feste  dell’antichità erano state messe da parte – Roma si riappropria di un’antica tradizione che intreccia fede,e superstizione: la festa di San Giovanni Battista, protettore contro le disgrazie e protagonista di uno dei riti più sentiti nella storia popolare della Capitale. Una notte magica, a ridosso del solstizio d’estate, che ancora oggi conserva il fascino arcaico della cosiddetta Notte delle Streghe.

Una festa antica come Roma

Da millenni, il 24 giugno è il giorno dedicato alla nascita di Giovanni Battista, uno dei pochissimi santi, assieme alla Vergine Maria, celebrato non solo per il martirio (il 29 agosto), ma anche per la venuta al mondo. Tra le due date, è proprio la prima a evocare riti collettivi, antichi gesti propiziatori e celebrazioni condivise.

Streghe sui tetti di Roma

Nella notte della vigilia, secondo le credenze popolari, le streghe si radunavano a Roma, attraversando il cielo sopra la Basilica di San Giovanni in Laterano, dirette verso il loro sabba annuale. Una festa stregata, si raccontava, dove si compivano riti blasfemi, si raccoglievano erbe per pozioni d’amore e si evocavano entità oscure. L’eco di antiche paure e fascinazioni prendeva forma tra i vicoli della città.

La Roma che veglia

Intorno alla basilica, la folla accorreva da ogni rione: torce, lanterne e fuochi venivano accesi per illuminare la notte e mettere in fuga le presenze maligne. Le strade si riempivano di suoni – tamburi, campanacci, trombette – per confondere e impaurire le streghe e impedire loro di raccogliere le erbe magiche.

Nel frattempo, per proteggere le case, si mettevano scope dietro la porta, barattoli di sale o teste d’aglio. Si diceva che le streghe, costrette a contare uno a uno i fili della scopa o i granelli del sale, si confondessero e fossero costrette a ricominciare da capo… fino all’alba.

Tra Benevento e l’angelo dell’amore

Una delle mete predilette per i raduni stregoneschi era il famoso noce di Benevento, luogo sacro per i longobardi, che la leggenda vuole rimosso dal vescovo Barbato nel 663. Si credeva anche che, nella notte di San Giovanni, l’Angelo dell’Amore scoccasse i suoi dardi solo in quell’occasione, facendo nascere passioni improvvise e travolgenti.

Oggi come allora, in quest’occasione si svolgono:

  • Laboratori erboristici, come la preparazione dell’“Acqua di San Giovanni”, fatta con erbe raccolte secondo antiche pratiche e ritenuta purificatrice e protettiva.
  • Spettacoli teatrali e di danza tra le fiamme, che evocano atmosfere arcaiche e incantate.
  • Concerti, letture esoteriche, visite guidate e attività per bambini, in un clima di festa collettiva e riscoperta delle radici romane.

Un’usanza curiosa? Mangiare lumache la notte di San Giovanni: si dice che servano a “scacciare i guai e tenere lontani i tradimenti”

Vale la pena, di partecipare,  per passare una serata diversa, allegra e vivace e liberarsi del calore del sole d’estate.

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