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La lettura nel mondo: sfide globali e disuguaglianze

La lettura è un’attività fondamentale per lo sviluppo personale e culturale, eppure, a livello globale, i dati mostrano forti disparità tra i diversi Paesi.

In molte nazioni asiatiche, la lettura è parte integrante della vita quotidiana. Ad esempio, in India, la media settimanale di tempo dedicato alla lettura raggiunge le 10 ore e 42 minuti, un dato che testimonia quanto profondamente la lettura sia radicata nella cultura locale. In Thailandia, con 9 ore e 24 minuti settimanali, la lettura è altrettanto diffusa, segno di un impegno collettivo verso il piacere intellettuale e la crescita cognitiva. Questi paesi sono esempi di come la lettura possa essere al centro della vita sociale e culturale, con benefici che vanno ben oltre il semplice passatempo.

Purtroppo, in Italia, la situazione è ben diversa. Nonostante l’alto valore culturale che la lettura rappresenta, il paese si trova tra i più bassi in Europa per quanto riguarda la partecipazione alla lettura. Secondo i dati di Eurostat, solo il 35,4% degli italiani legge almeno un libro all’anno, ben al di sotto della media europea che si attesta al 52,8%. Questa cifra pone l’Italia in una posizione di svantaggio rispetto a molti altri paesi europei, come il Lussemburgo e la Danimarca, dove i tassi di lettura sono significativamente più alti.

All’interno del paese, il divario geografico è altrettanto evidente. Al Centro-Nord, il 77% degli italiani legge almeno un libro all’anno, mentre al Sud e nelle Isole la percentuale scende al 62%. Questo gap dimostra che, oltre a una questione di abitudine, la lettura in Italia è influenzata anche da disparità sociali ed economiche, che limitano l’accesso alla cultura e alla lettura, soprattutto nelle regioni più svantaggiate.

Nel 2024, come dimostra l’AIE, l’editoria italiana ha registrato una flessione dell’1,4% nel valore complessivo del mercato, ma ha visto anche un incremento dell’8% nelle vendite di diritti all’estero, segno di un crescente interesse internazionale per la letteratura italiana. Questo risultato positivo, tuttavia, non nasconde la difficoltà di rimanere competitivi sul mercato interno, dove il consumo di libri è in calo. Nei primi mesi del 2025, i dati AIE confermano una flessione del 2% in valore e del 2,7% in copie, con una particolare diminuzione degli acquisti da parte dei giovani. La lettura, quindi, sembra essere un’attività che non riesce più a coinvolgere pienamente le nuove generazioni.

Inoltre, nonostante la crescente diffusione dei libri digitali, la lettura cartacea conserva un fascino senza pari, grazie all’esperienza sensoriale che offre e alla maggiore concentrazione che sollecita. Mentre i dispositivi digitali permettono un accesso rapido ai contenuti e funzionalità interattive, la lettura su carta stimola una comprensione più profonda, facilitando la costruzione di una rappresentazione mentale chiara del testo e incoraggiando un approccio più riflessivo e consapevole.

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