Per l’inizio delle lezioni dell’a.a. 2025/2026, la Facoltà di Medicina e Psicologia presenta la mostra “La fragilità che è in noi “ dedicata a Franco Basaglia ed Eugenio Borgna. Mercoledì 1 ottobre, alle ore 9.30 presso l’Aula magna e il cortile della Facoltà di Medicina e psicologia, parte una mostra dedicata ai maestri dell’ascolto e della cura. A partire da immagini e testi dei due grandi psichiatri, “La fragilità che è in noi” è una mostra che esplora il tema della sofferenza psichica e della fragilità umana, con l’intento di avviare una riflessione sul disagio giovanile e il valore della relazione terapeutica.
La rettrice Antonella Polimeni e il preside Erino Rendina introdurranno l’evento.
Alle 9:30, in Aula Magna di via dei Marsi, dopo i saluti della Magnifica Rettrice, del Preside e della vice-Preside, dialogheremo con Alberta Basaglia (figlia di Franco) e Serena Borgna (nipote di Eugenio). A seguire interverranno Vittorio Lingiardi e Tiziana Pascucci.
Dalle 11:30, nel cortile, sarà possibile visitare la mostra, alla presenza di un ospite d’eccezione, Marco Cavallo (scultura-simbolo della chiusura dei manicomi).
Franco Basaglia (1924–1980) è stato uno psichiatra e neurologo italiano, considerato il padre della psichiatria moderna in Italia. È noto per aver promosso una radicale trasformazione del sistema psichiatrico, culminata nella Legge 180 del 1978 (nota come “Legge Basaglia”), che sancì la chiusura dei manicomi e l’avvio di un nuovo approccio alla cura della salute mentale.
Il tema della fragilità è centrale nel pensiero di Basaglia. Per lui, la fragilità non è una debolezza da nascondere, ma una condizione umana da riconoscere e accogliere. I pazienti psichiatrici non sono “diversi” o “pericolosi”, ma persone che vivono una sofferenza e meritano dignità, libertà e cura. Basaglia vedeva la fragilità come un punto di contatto tra medico e paziente: entrambi esseri umani, entrambi vulnerabili. Da ciò l’invito a costruire relazioni terapeutiche basate sull’empatia e sulla reciprocità, superando la paura del diverso per una società più giusta, inclusiva e solidale.
Eugenio Borgna (1930 – 2024 ) è stato uno dei più importanti psichiatri italiani, noto per aver portato la letteratura, la filosofia e la poesia nella pratica clinica. “Lo psichiatra della gentilezza” ha sempre rifiutato un approccio tecnico e impersonale alla malattia mentale, privilegiando invece l’ascolto, la comprensione e la relazione umana. Nel suo libro La fragilità che è in noi, Borgna esplora la fragilità come condizione universale e preziosa. Non la vede come debolezza, ma come una forma di forza silenziosa, capace di aprire spazi di empatia, tenerezza e comprensione.
La mostra, allestita a Milano nel 2024 a cura di Obiettivo studenti Milano, viene proposta alla Sapienza in una nuova versione curata da un comitato scientifico composto da Marianna Liotti, Maria Lidia Papa, Bianca Chiabrando, Costanza Franchini e Davide Guarino.
Hanno collaborato nell’allestimento Filippo Lambertucci e Lucina Caravaggi del Dipartimento di Architettura e progetto.
Comitato Scientifico:
Marianna Liotti, Maria Lidia Papa, Costanza Franchini, Davide Guarino, Bianca Chiabrando e Obiettivo Studenti, con il supporto di Vittorio Lingiardi e Tiziana Pascucci.

