Il MLAC – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea, fino al 28 febbraio 2026, accoglierà negli spazi del Palazzo del Rettorato l’esposizione “Arti e scienze nei libri interattivi delle collezioni Sapienza”, a cura di Gianfranco Crupi e Antonella Sbrilli. La sapienza svela una curiosa produzione editoriale che si rintraccia già a partire dal Quattrocento e arriva fino ai moderni libri. La mostra si configura come un percorso sensoriale tra manuali di cosmografia e anatomia, libri di penitenza interattivi e meccanismi di carte e audaci invenzioni.
Nel corso dei secoli, i libri animati trovarono largo impiego in diverse discipline scientifiche e tecniche, come l’anatomia, cosmografia, l’arte della navigazione, l’architettura e molto altro. Il cuore della mostra è mettere in luce questa straordinaria collezione di libri “animati”, ovvero manufatti librari arricchiti da dispositivi mobili da ruotare (volvelle) e sollevare (flap). Questi strumenti richiedono il coinvolgimento diretto dello spettatore, che può interagire sfogliando e osservando i meccanismi in azione.
Grazie ai generosi prestiti del Sistema delle Biblioteche Sapienza e la Biblioteca Universitaria Alessandrina è stata realizzata questa esposizione nel cuore della città universitaria. Lo spettatore viene immerso in un interazione di scambi visivi e percettivi. Questi libri furono creati con un intento pedagogico: facilitare la memoria, mantenere attivi e allenati l’occhio e la mano, unendo la dimensione della lettura a quella dell’azione. Ma non solo. Avevano anche una funzione ludica e, talvolta, evocavano persino le arti divinatorie, come racconta il volume che introduce l’esposizione: libri animati fra studio, ricerca, tecnica e creazione.
Tra le opere in mostra si possono ammirare:
Il Kalendarius di Regiomontanus (1476), primo libro italiano a stampa dotato di frontespizio in volgare ma anche il primo a far interagire – con l’ausilio di un dispositivo mobile – la cultura matematica e cosmologica fino ad allora scoperta;
Il volume di Andreas Vesalius, De humani corporis fabrica libri septem (1524) – capostipite dell’anatomia moderna – permise di ritagliare e ricomporre le diverse parti del corpo umano;
Poi il De homine figuris di Cartesio (1662), che riproduce un cuore anatomico grazie all’assemblaggio di flap; Fino ad esemplari più moderni che simulano l’effetto pop – up, come nel libro – giostra dell’artista Anna Onesti (libro /mare, 2025). La mostra propone per facilitare la fruizione dello spettatore, ingrandimenti di pagine e installazioni che simulano i dispositivi presenti nei volumi originali, rendendo ancora più evidente il dialogo tra arte, scienza e interattività.

