Parlare oggi di città ideale significa descrivere luoghi di cui condividiamo valori, comportamenti e prospettive, non solo dal punto di vista sociale, ma anche urbanistico, ambientale e culturale, per coglierne i meccanismi che li regolano. In un momento storico segnato da crisi climatiche, sovraffollamento urbano e nuove fragilità sociali, interrogarsi su come e dove viviamo diventa sempre più urgente.
È questo l’obiettivo che Massimiliano Ossini porta avanti nel nuovo programma in onda ogni sabato su Rai 3, trasmesso per la prima volta lo scorso 27 dicembre. Il conduttore si interroga su come stiamo vivendo oggi e come lo faremo domani, accompagnando il pubblico ogni settimana in un nuovo viaggio.
Tutto parte da una domanda semplice, ma tutt’altro che scontata: “Di che cosa abbiamo bisogno nel quotidiano?” Lo scopo del programma è proprio quello di mettere in luce gli aspetti migliori di ogni luogo, analizzarne le difficoltà e trarne ispirazione. In questo viaggio, il conduttore sarà affiancato da Francesco Petretti, biologo e divulgatore scientifico, che offrirà il proprio contributo sulla flora e sulla fauna di ciascuna città e sull’impatto che queste possono avere sulla vita quotidiana dei cittadini.
Il viaggio di Ossini, articolato in sette puntate, porta ogni settimana in una città diversa, con l’obiettivo di analizzarne le dinamiche e verificare se quell’idea di “città ideale”, condivisibile o meno, possa essere applicata anche al nostro Paese. Tra l’esplorazione di paesaggi suggestivi e le testimonianze di chi vive questi luoghi, il programma dà spazio anche a climatologi, neuropsichiatri e studiosi, chiamati ad analizzare ogni realtà da prospettive differenti. In questo modo, Ossini offre uno sguardo il più possibile completo, lasciando allo spettatore la libertà di giudicare se si tratti davvero di una città ideale.
Nella puntata d’esordio si è parlato di Singapore, la “Città Giardino” per eccellenza, con ospiti Alberto Angela, il maestro Nicola Piovani, il professor Silvio Garattini e l’attore Giuseppe Zeno.
La seconda puntata, che andrà in onda il 3 gennaio, parlerà di Helsinki e vedrà protagonisti anche noi membri della redazione di Radio Sapienza. Attraverso il viaggio di Massimiliano Ossini, la puntata permetterà di entrare nelle abitudini degli abitanti della capitale finlandese, nel sistema educativo per l’infanzia, nel rapporto con la natura e in molti altri aspetti della vita quotidiana. Gli ospiti proverranno da ambiti molto diversi: dal mondo medico-scientifico allo spettacolo, passando per studenti e rappresentanti delle Forze Armate.
Nel corso dei vari interventi, è stata offerta un’importante occasione di confronto sia agli studenti delle scuole superiori sia a quelli universitari. Noi studenti dell’Università La Sapienza di Roma, presenti come inviati di Radio Sapienza, abbiamo contribuito al dibattito portando riflessioni circa l’importanza di luoghi come le biblioteche, in un momento storico contraddistinto dal costante rumore digitale. Si tratta di una partecipazione di rilievo per il nostro Ateneo che, grazie al contributo diretto degli studenti, ha contribuito ad arricchire il programma con testimonianze e riflessioni su temi di forte attualità.
Quello proposto da Ossini è un approccio che coniuga dimensione storica e contemporanea, sottolineando l’importanza del dialogo tra le generazioni passate e quelle future.
I paesaggi e le interviste realizzate sul posto aprono nuovi scenari di riflessione, mentre un interrogativo ricorre più volte nel corso della trasmissione: come possiamo, in Italia, imparare dalle altre città e valorizzare in modo concreto il territorio vasto e ricco di bellezze della nostra penisola?
Gli esperti offriranno riflessioni stimolanti, mentre gli interventi dei giovani accenderanno nuove possibilità, delineando un orizzonte futuro incoraggiante e ideale.
La trasmissione mette in luce una considerazione fondamentale: osservando il presente emerge la necessità di creare luoghi capaci di rispondere concretamente ai bisogni dei cittadini che vivono e attraversano il territorio, valorizzandone al tempo stesso tutte le potenzialità.
La città ideale non è un’utopia né una città perfetta bensì una realtà in cui elementi come: welfare, natalità, rapporto giovani e terza età, sicurezza e trasporti dialogano tra loro, contribuendo a immaginare e costruire un ambiente organizzato, sicuro ed efficace, in grado di garantire una vita più serena e giusta.
L’esempio di Singapore e Helsinki dimostra come, grazie al coinvolgimento attivo dei cittadini e a interventi statali mirati, un progetto urbano possa trasformarsi in una realtà concreta, funzionale e all’avanguardia, offrendo spunti preziosi anche per il futuro delle città italiane.
di Francesca Mileo e Gaia Vaccari.


