Il Museo del Genio a Roma ospita la mostra dedicata agli scatti del celebre fotografo francese Robert Doisneau. È possibile visitarla fino al 19 luglio 2026: con oltre 140 fotografie, l’esposizione ripercorre l’intera carriera dell’autore, dagli esordi degli anni Trenta fino alle opere più mature. L’atmosfera che si respira durante la mostra è quella tipica delle strade parigine del Novecento: il pubblico viene accompagnato nella vita quotidiana di Parigi, fatta di scatti rubati, quartieri popolari e gesti semplici.
Le immagini, in bianco e nero, raccontano momenti apparentemente ordinari ma carichi di significato: fotografie di strada, ritratti, giochi di bambini e scorci urbani che costruiscono un racconto visivo coinvolgente.
La mostra rappresenta un’occasione per riscoprire — o conoscere per la prima volta — un grande fotografo che, con uno sguardo “laterale” e mai invadente, osserva Parigi e i suoi abitanti con discrezione, senza forzare l’immagine.
Robert Doisneau, nato a Gentilly nel 1912, protagonista della corrente umanista francese, è riuscito a cogliere nei suoi scatti ironia e delicatezza. Non ricerca la spettacolarità, ma il senso autentico dell’attimo fuggente, restituendo la dimensione più intima della quotidianità.
Celebre e protagonista assoluta della mostra, è Le Baiser de l’Hôtel de Ville del 1950, scattata, per l’appunto, davanti all’Hôtel de Ville per un reportage commissionato dalla rivista Life. Divenuta uno dei simboli universali dell’amore a Parigi, ritrae due giovani studenti di teatro, Françoise Bornet e Jacques Carteaud, che si baciano mentre tutto intorno a loro scorre freneticamente. Pubblicata inizialmente in piccolo formato, la fotografia è diventata nel tempo un’icona, diffondendosi in poster e cartoline.
Accanto a questo scatto, la mostra presenta numerose altre opere, tra cui Un chien à roulettes, La concierge aux lunettes e L’information scolaire. Dietro ogni fotografia si cela però un significato più profondo: quello di preservare la memoria e opporsi all’idea della scomparsa. Doisneau sosteneva infatti che fotografare fosse una forma di resistenza al tempo – contro l’idea che siamo destinati a scomparire – un modo per custodire la bellezza dei momenti più semplici.
L’esposizione è prodotta da Arthemisia con il patrocinio dell’Ambasciata di Francia in Italia, inserendosi anche in un momento simbolico: il settantesimo anniversario del gemellaggio tra Roma e Parigi.
