L’8 marzo non è una data da cerchiare in rosso sul calendario solo per tradizione. È una giornata che porta con sé una storia fatta di voci alzate, diritti reclamati e conquiste non scontate. Dietro alle mimose e alle celebrazioni, infatti, c’è un percorso lungo più di un secolo, nato nelle piazze, nelle fabbriche e nei movimenti sociali, dove le donne hanno chiesto (e continuano a chiedere) dignità, uguaglianza e riconoscimenti.
Quello che ci lascia oggi la Festa della Donna è un’eredità che ci invita a riflettere su quanto è stato fatto e su quanto resta ancora da fare. Partendo da questo presupposto, le iniziative culturali e sociali assumono un valore preponderante: diventano spazi di dialogo, memoria e impegno concreto, capaci di trasformare una data del calendario in un’occasione di partecipazione attiva.
È proprio in questa prospettiva che si inserisce l’evento promosso dall’università La Sapienza e dalla Fondazione Una nessuna centomila. Un evento pensato non solo per celebrare, ma per dare significato all’8 marzo, riportandolo alla sua funzione originaria: essere una giornata che parla al futuro partendo dalla storia.
Le origini di una ricorrenza essenziale per la rimembranza collettiva
8 marzo: la Festa delle Donne. Una celebrazione che nasce all’inizio del Novecento in un contesto di forti pressioni sociali, politiche e lavorative da parte delle donne.
Diversamente da una credenza molto diffusa, l’origine della ricorrenza non è legata direttamente a un incendio in una fabbrica di New York. È vero, però, che nei primi anni del ‘900 le condizioni di lavoro femminile erano estremamente dure e che tragedie come quella avvenuta nel 1911 nella fabbrica Triangle Shirtwaist di New York contribuirono a sensibilizzare l’opinione pubblica sui diritti delle lavoratrici. Il vero punto di svolta arriva nel 1910 durante la Seconda Conferenza Internazionale delle Donne Socialiste, avvenuta a Copenaghen, quando l’attivista tedesca Clara Zetkin propose l’istituzione di una giornata internazionale dedicata alla lotta per i diritti delle donne, in particolare il diritto di voto. La proposta fu accolta con veemenza ed entusiasmo. L’8 marzo assunse un valore simbolico definitivo nel 1917, quando a San Pietroburgo le donne scesero in piazza per chiedere “pane e pace”, dando inizio a una serie di proteste che portarono alla Rivoluzione di febbraio in Russia.
Nel 1977 anche l’Organizzazione delle Nazioni Unite ha riconosciuto l’8 marzo come giornata dedicata ai diritti delle donne e alla pace internazionale, sancendone il valore globale.
Qual è il significato di oggi dell’8 marzo?
Se le origini della Giornata Internazionale delle Donne affondano in un passato segnato da rivendicazioni e lotte per i diritti fondamentali, il suo significato oggi si colloca in una dimensione maggiormente e altrettanto moderna e attuale. L’8 marzo continua a rappresentare un momento di riflessione collettiva sulle disuguaglianze di genere che, seppur in forme diverse rispetto al passato, sono presenti nella società contemporanea. Disparità salariale, rappresentanza nei ruoli decisionali, accesso alle opportunità professionali, contrasto di ogni forma di violenza e discriminazione: il tema della parità resta una questione aperta.
In questo contesto, la Giornata Internazionale della Donna non si configura come una semplice ricorrenza celebrativa, ma come un’occasione per rinnovare l’attenzione su temi che coinvolgono l’intera comunità. L’8 marzo diventa così uno spazio di dialogo, in cui memoria storica e attualità si incontrano, offrendo l’opportunità di rinnovare l’impegno verso la costruzione di modelli sociali più inclusivi e sostenibili.
È proprio a partire da questa visione che si inserisce l’iniziativa promossa dalla Sapienza in occasione dell’8 marzo. Un evento pensato come momento di incontro e riflessione, con l’obiettivo di valorizzare il significato contemporaneo della Festa delle Donne e ribadire l’importanza del contributo culturale e sociale dell’università nel promuovere consapevolezza, dialogo e partecipazione attiva e civica.
“Sapienza e Fondazione Una nessuna centomila: insieme per il cambiamento culturale”
Ecco l’evento che la nostra Università è pronta a portare alla comunità accademica per sensibilizzare ancora una volta sul tema dei diritti e del rispetto delle donne. Il 4 marzo la Rettrice Antonella Polimeni e la fondatrice della fondazione Giulia Minoli apriranno la celebrazione e l’evento nell’Aula Magna del rettorato alle ore 10:00. È qui che, successivamente, esponenti accademici, culturali e artistici prenderanno la parola per esprimere le loro opinioni e per formare i ragazzi nuora una volta sul tema della partita di genere.
Saranno presenti, dunque, i seguenti esponenti:
•Paolo Celesta: giornalista de La7
•Fabrizia Giuliani: docente Sapienza e coordinatrice del Comitato tecnico-scientifico dell’Osservatorio nazionale contro la violenza sulle donne
•Fiorella Mannoia, presidente onoraria della Fondazione Una Nessuna Centomila
•Lella Palladino: vicepresidente della Fondazione Una Nessuna Centomila
•Gianmarco Saurino: attore ed attivista del laboratorio artistico della Fondazione Una Nessuna Centomila
•Anna Maria Giannini: delegata alle politiche per le pari opportunità
L’evento, oltre a celebrare l’8 marzo, sarà il palcoscenico di un accordo tra La Sapienza e la Fondazione Una nessuna centomila per promuovere programmi di ricerca e di attività con obiettivi di prevenzione contro la disparità di genere e la violenza contro le donne.
Leo Carlo Costamante


