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Impressionismo e oltre, uno sguardo ai maggiori pittori

Degas – Matisse – Picasso – Renoir – Van Gogh: ecco i principali esponenti artistici che si possono ammirare al museo dell’Ara Pacis. Ancora per poco, fino al 10 maggio 2026, sarà possibile visitare la mostra “Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts”.

La realtà, la vita moderna e la luce

Metà del XIX secolo, quando realisti e impressionisti hanno cominciato a concentrarsi sulla vita moderna, sulle realtà quotidiane e sulla resa della luce. Questo è il momento in cui la pittura inizia ad analizzare e a discutere i vecchi codici pittorici tradizionali, fino a interrogare il rapporto tra percezione e realtà. Esempi pittorici sono i realisti Courbet, Daumier, Millet e gli impressionisti che dipingono en plein air: Manet, Degas e Renoir.

Degas possedeva quella bontà d’animo e quella vivacità che nascono dalla consapevolezza di una grande forza indirizzata dalla parte giusta.”

 

Il Post-Impressionismo

Quel movimento pittorico di cui fanno parte artisti francesi che si distaccano dall’impressionismo proponendo pittura slegata dal naturalismo ottico e maggiormente legata a una realtà creata da forme e colori espressivi. I maggiori esponenti sono Cézanne, Seurat, Renoir, Gauguin e Van Gogh (gli ultimi due pittori sono ideatori e utilizzatori della tecnica del puntinismo).

 

Dopo il 1886, anno dell’ultima mostra impressionista, la pittura ruandese si avvia quindi ad una solidificazione e stabilizzazione della visione e del colore come elementi espressivi autonomi.

Parigi centro artistico mondiale

Nella parte centrale della mostra ci si dedica alla Parigi degli anni ’00, ’10, ’20 del Novecento, due decenni in cui la capitale francese si afferma come capitale dell’arte nel mondo grazie ad artisti del calibro di Picasso e Matisse. Le opere presenti dei due pittori rappresentano la loro evoluzione e il loro percorso di quegli anni: di Picasso si può capire la complessità del suo percorso artistico, mentre per Matisse le opere ci restituiscono la sua evoluzione da pennellate rigide e complesse a pennellate più morbide e sensuali. 

 

L’avanguardia tedesca, un dialogo fertile tra Parigi e il Nord Europa

La maggior parte delle opere risale infatti al dopoguerra e restituisce la drammaticità della Germania sconfitta, raccontata attraverso la durezza delle figure di Erich Heckel e Karl Schmidt-Rottluff, e attraverso i lavori intensi di Emil Nolde, Oskar Kokoschka e Max Beckmann.

La nuova arte può essere definita per grandi linee come espressionismo, che è quasi l’opposto dell’Impressionismo, e che è ancora poco compreso al di fuori della Germania. Tutti abbiamo sentito parlare dell’espressionismo, ma molti pensano che sia semplicemente una forma più estrema dell’impressionismo. Al contrario, è un nuovo sistema di espressione nelle arti grafiche e plastiche delle bellezze nascoste e mai del tutto evidenti.”

Cit. Wilhelm Valentiner, 1922

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