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Impatta Disrupt: l’innovazione sostenibile al centro del dibattito nazionale

Nel panorama degli eventi dedicati alla sostenibilità e all’innovazione, Impatta Disrupt si afferma come il Festival italiano dell’“Innovability”, un luogo di confronto tra istituzioni, imprese, mondo accademico e società civile. Promosso dal think tank Impatta e ideato da Earth Day Italia, il Festival si inserisce nella cornice della Giornata Mondiale della Creatività e dell’Innovazione, istituita dalle Nazioni Unite per accelerare il raggiungimento dei 17 obiettivi dell’Agenda 2030.

Il Manifesto del Festival richiama con forza il legame tra innovazione e identità italiana, evocando simbolicamente la figura di Leonardo Da Vinci. L’Italia, pur ricca di talento e creatività, non ha ancora espresso pienamente il proprio potenziale in ambito di sviluppo sostenibile. Da qui la necessità di un confronto aperto tra attori pubblici e privati, per costruire un “Rinascimento Verde” capace di coniugare progresso tecnologico, responsabilità sociale e visione sistemica del futuro.

Il panel del 14 aprile, ospitato presso la Casa del Cinema, ha affrontato, nel pomeriggio, il tema “Telefono casa: comunicazione digitale, acceleratori di una transizione giusta”, articolandosi in una serie di interventi che hanno esplorato il ruolo del digitale nei processi di trasformazione economica e sociale. Ad aprire il dialogo, alle 14:30, la masterclass “Umanesimo digitale per una transizione giusta”, a cura di Stefano Epifani, che ha posto l’accento sulla necessità di integrare tecnologia e valori umani, superando una visione puramente tecnica dell’innovazione. A seguire, il panel “Digitale motore di competitività e trasformazione sociale” ha riunito rappresentanti di istituzioni e imprese per discutere il contributo delle infrastrutture digitali e delle politiche pubbliche allo sviluppo del Paese. Tra i temi centrali  la connettività, la comunicazione aziendale responsabile e il ruolo della pubblica amministrazione nella transizione digitale. Con “L’intelligenza del futuro: umana, artificiale, condivisa” si è aperta una riflessione sul rapporto tra esseri umani e tecnologie emergenti, con particolare attenzione agli aspetti etici e sociali dell’intelligenza artificiale e della conoscenza condivisa. A seguire, l’intervista a Mario Nobile, Direttore Generale AGID, ha offerto uno sguardo sulle strategie per il futuro digitale dell’Italia, evidenziando le sfide e le opportunità legate alla modernizzazione del sistema Paese.

In conclusione vi è stato il panel “Informare o Influenzare? Fake news, social media e comunicazione sostenibile”, che ha rappresentato uno dei momenti più significativi della giornata, affrontando un tema centrale nel dibattito contemporaneo: il potere della comunicazione nell’era digitale. Tra i protagonisti, la professoressa Mihaela Gavrila, docente di Media e Television Studies presso la Sapienza Università di Roma, ha offerto una lettura sociologica profonda del rapporto tra informazione, media e società. Tra i suoi interventi sul digitale, ha portato l’attenzione sulla natura ambivalente della comunicazione contemporanea.

Questi due mondi, l’online e offline, fino a qualche tempo fa sembravano distinti, con l’online che avrebbe cannibalizzato l’offline. Attualmente, vivono di una perfetta continuità. Da sociologa della comunicazione e studiosa di media, potrei dire, con le parole di Ulrich Beck, che è il momento di rimettere al centro la società. Penso che questo vada fatto dal punto di vista della comunicazione, essa va reinterpretata dal punto di vista dei suoi effetti. Quindi, i suoi effetti sociali, sulle persone e anche in termini di isolazionismo e reintegrazione degli individui, di rimessa in discussione dei legami sociali. Infatti, riflettevo sul sottotitolo che è stato dato al panel di oggi, “Informare o influenzare”, penso che sia una bella provocazione, io direi “informare e influenzare”, perché sappiamo quanto la comunicazione abbia un effetto dal punto di vista dell’assimilazione delle informazioni, di conoscenze e di saperi, ma hanno anche conseguenze sul cambiamento del comportamento delle persone.”

Nel suo intervento, Gavrila ha inoltre posto l’attenzione sul ruolo della formazione e sulla responsabilità educativa nei confronti delle nuove generazioni.

Penso sia importante garantire ai nostri studenti e studentesse e ai giovani di oggi la visione etica e filosofica della quale si è parlato nel corso del Festival. Questi strumenti sono importanti per comprendere il ruolo dei media, come si trasformano i giornalismi, le professioni della comunicazione, le quali sono in movimento ma traggono radici da lontano. Non bisogna snobbare le tecnologie, ma bisogna comprenderle per riuscire ad utilizzarle. Bisogna interpretare i mezzi di comunicazione in tutte le loro declinazioni, non solo come società per azioni ma, soprattutto, come società per azioni sociali.”

La giornata si è conclusa con l’intervento della professoressa Silvia Testarmata, che ha sintetizzato i principali spunti emersi, ribadendo la necessità di un approccio interdisciplinare e condiviso.

Impatta Disrupt si conferma una vetrina di buone pratiche e un vero e proprio laboratorio di idee, in cui l’innovazione viene ripensata come strumento al servizio della società e della sostenibilità. Un’occasione per immaginare e costruire un futuro in cui tecnologia e umanità procedano nella stessa direzione.

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