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Il Piccolo Principe al Teatro Οlimpico fino al 22 febbraio

Quando si parla del Piccolo Principe, il celeberrimo racconto di Antoine de Saint-Exupéry, vengono subito alla mente alcune delle commoventi citazioni del libro, tra le più profonde della letteratura contemporanea, prima fra tutte “L’essenziale è invisibile agli occhi”, che racchiude il messaggio della storia, trionfo della validità dell’infanzia e dell’immaginazione. Dopo quasi un secolo dalla sua pubblicazione si fa fatica a pensare che ci siano ancora chiavi di lettura e possibilità di reinterpretazione ancora inesplorate, eppure lo spettacolo che fino al 22 febbraio sarà in scena al Teatro Olimpico di Roma ne è un perfetto esempio.

Il Piccolo Principe, il musical del regista Stefano Genovese, al di là di costumi curati e scenografia elaborata, è uno spettacolo che vale la pena andare a vedere. Fin dalle prime battute il pubblico è fatto partecipe delle azioni degli attori dall’aviatore che chiede di aiutarlo a districare la catena rotta del motore del suo monoposto, per poi rientrare sul palco ammonendosi a non parlare da solo, al primo attore che coinvolge il pubblico chiedendogli applausi e acclamazioni, per finire con il lancio di palloni a forma di pianeti in platea mentre il cast rientra unito sul palco per gli applausi finali.

La scelta di trasformare lo spettacolo in un musical ha dato modo di dimostrare la propria bravura e versatilità agli attori, ma anche di coinvolgere la musica contemporanea in una storia di così illustre tradizione. Estremamente commoventi le esibizioni della Rosa che appare prima in tutta la sua rigogliosità cantando un classico della musica francese e poi “The Loneliest” dei Måneskin mentre trasforma il suo costume in uno spoglio stelo incolore, e quella della volpe che canta “La cura” di Franco Battiato dopo aver spiegato al piccolo amico come essere addomesticata.

In sala saranno sicuramente presenti molti bambini, che adoreranno lo spettacolo, ma Il piccolo principe rimane uno spettacolo per qualsiasi “grande” voglia riflettere un po’ sulla semplicità e sulla memoria. E poi quale idea migliore per fare qualcosa di diverso e di significativo per una sera?

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