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Il gesto è tutto: “un’urgenza di esistere e una cesura da porre”

immagine wikipedia

A Taormina è arrivata la mostra “Gesti Scolpiti” dello scultore Jago.  Un’autentica testimonianza dell’arte, che sa ancora comunicare. La mostra riesce a coniugare la  potenza evocativa delle sculture di Jago nel contesto archeologico, patrimonio millenario della bellissima Taormina. L’interesse del pubblico ha portato a numeri da record, già nella giornata di domenica 7 settembre si sono registrati 5.700 ingressi, una dimostrazione che probabilmente mette ancora al centro l’importanza dell’arte manuale. La mostra  di  Jago espone coerentemente quattro sculture: Impronta Animale, Memoria, Prigione e David.  Le prime tre sculture mettono in rilievo il tema della mano come atto di creazione e affermazione personale, un gesto decisivo, che costruisce memoria e dà autenticità alle cose.

Impronta Animale rappresenta la rievocazione delle pitture rupestri, qui la mano è come un reperto, un contatto con la storia. Memoria, la seconda opera, fa riferimento alla permanente eredità come traccia della presenza umana. Infine, in Prigione, emerge l’importanza del gesto liberatorio, una mano che tenta di liberarsi, è un’opera che comunica una tensione molto forte.

Jago  riporta simbolicamente un importante messaggio: ci ricorda che l’artigianato non è solo tradizione ma è un linguaggio, un modo di dire le cose e farle soprattutto con le mani. Questa visione è totalmente in contrapposizione con il mondo mercificato a cui siamo abituati, fatto di prodotti in serie tutti identici gli uni dagli altri. La scelta dell’arte manuale, di cui si fa portatore Jago, è quella dell’unicità, ogni taglio o segno nel marmo porta dentro una decisione del tempo speso e una presenza umana.

L’arte oramai è una testimonianza silenziosa, che si aggira in punta di piedi nel mondo delle giganti multinazionali, ma che in realtà detiene il valore primario e irrinunciabile della cultura, una testimonianza destinata all’eternità.

Inoltre, l’arte vista come dimora e ristoro dalla quotidianità, un messaggio significativo riportato  dall’architetto Orazio Micali: ” Il nostro tempo, compresso tra estremi che disorientano e sottraggono equilibrio all’esistere, trova nell’arte rifugio e consolazione. L’anima di ciascuno, senza differenza alcuna, vive vibrazioni ed emozioni senza barriere e ideologie, ricercando nell’opera d’arte ciò che unisce anziché dividere. Le presenze, numerose come non mai, sono testimonianza silenziosa ma determinata del valore primario e irrinunciabile della cultura come motore universale perché destinata all’eternità”.

“Gesti Scolpiti” è un appuntamento con l’arte, per chi ha ancora la curiosità di riscoprirla.

 “un’urgenza di esistere e una cesura da porre” può essere interpretata come il bisogno di agire e di fare delle scelte rendendo l’uomo interamente responsabile delle sue azioni. (Jean-Paul Sartre)

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