Ci sono periodi dell’anno che portano con sé dei rituali: alcuni una partita a burraco in riva al mare, altri delle zucche da intagliare e altri ancora una cioccolata calda bevuta guardando Mamma ho perso l’aereo.
I rituali sono importanti: creano un senso di appartenenza, inserendo gli individui all’interno di una comunità di cui condividono i codici.
Come tutte le ricorrenze che richiedono presenza, propria e altrui, il Natale si presenta come una lente di ingrandimento utile ad osservare la realtà: mentre per alcune persone è un momento di gioia, per altre rappresenta un periodo molto difficile.
Sono diverse le forze che possono entrare in campo: il dolore per le sedie vuote che un tempo erano occupate dalle persone amate, la fatica di fronteggiare le elevate spese economiche del periodo natalizio, il confronto con le famiglie altrui, la sofferenza provocata dai commenti dei parenti sui corpi o sul rapporto con il cibo dei commensali, la solitudine.
Il tavolo si presenta come un contenitore vuoto che ognuno riempie di significati in base alla propria storia.
Uno dei motivi per cui i film natalizi riscuotono così tanto successo potrebbe essere proprio questo: attraverso il racconto filmico, ognuno può essere chi desidera, raggiungere mete straordinarie e vivere avventure uniche.
Grazie a schemi ripetitivi e scenari prevedibili, gli spettatori e le spettatrici possono immergersi nel mondo della storia sapendo, fin dall’inizio, che tutto andrà bene: coloro che si amano riusciranno sempre a baciarsi sotto il vischio allo scoccare della mezza notte e chiunque si sia smarrito troverà la strada del ritorno.
La fortuna di questi film, infatti, non va cercata nei plot twist o nella complessità narrativa quanto nella capacità di far sentire accolti, riuscendo a raccontare, con semplicità, i problemi della quotidianità.
Miracolo sulla 34a Strada, Love Actually, Il Grinch sono un importante promemoria: ricordano a chi sceglie di riguardarli che un altro anno è passato e che, nonostante tutto, loro sono ancora lì.
“Sono gli amici che lasciano sempre le luci di casa accese per noi e da cui è possibile tornare anche quando tutto intorno cambia, si trasforma, evolve: sono lo specchio che ci pone sia di fronte a chi eravamo che a chi potremmo diventare”.
Alessia Perrella
