L’Italia è teatro del più grave caso in Europa di contaminazione da PFAS, sostanze chimiche di sintesi usate in molti prodotti di largo consumo. Una volta dispersi nell’ambiente, i PFAS possono finire ovunque in natura e, con l’acqua e il cibo, anche sulle nostre tavole.
Con queste parole, Greenpeace, associazione non governativa ambientalista, richiama l’attenzione su una questione di portata globale.
Greenpeace e la tutela del pianeta
Greenpeace è un’organizzazione internazionale che, tramite azioni dirette, denuncia i problemi ambientali e promuove soluzioni per un futuro sostenibile e pacifico. Fondata nel 1971 con l’idea che (anche) l’azione di pochi individui possa fare la differenza, oggi è presente in 55 Paesi e gestisce una flotta di quattro navi che solcano gli oceani. Indipendente da governi e imprese, Greenpeace si finanzia esclusivamente tramite donazioni da persone e fondazioni.
Le sue attività coprono numerosi ambiti, tutti focalizzati sulla difesa del pianeta: mare, foreste, clima, cibo e agricoltura, inquinamento, nucleare, pace, indagini e report. Greenpeace Italia, in particolare, porta avanti campagne specifiche nel nostro Paese, sensibilizzando i cittadini su temi cruciali come la protezione dell’ambiente e della salute.
“Vogliamo cambiare il mondo in meglio, fermare i crimini ambientali e costringere politici e multinazionali a rispondere delle loro azioni.”

La discussione alla Camera dei Deputati sulle mozioni relative ai PFAS
A partire da lunedì 10 marzo 2025, alla Camera dei Deputati si discute su due mozioni proposte dal Movimento 5 Stelle e da Alleanza Verdi Sinistra. L’obiettivo è chiedere al Parlamento di prendere una posizione ufficiale sui PFAS (composti poli e perfluoroalchilici), sostanze chimiche pericolose per la salute umana, note anche come “inquinanti eterni”.
Greenpeace Italia, attraverso il responsabile della campagna Inquinamento, Giuseppe Ungherese, sollecita il Parlamento e tutte le forze politiche ad introdurre limiti più severi per la presenza di questi contaminanti nelle acque potabili. L’appello di Greenpeace è motivato dalla preoccupazione per i rischi cancerogeni e dalla diffusa contaminazione che interessa tutte le Regioni italiane.
Qual è il futuro delle acque potabili italiane?
Comprendere la posizione delle forze politiche su una questione di tale entità è fondamentale per capire le reali priorità del nostro Paese: proteggere la salute delle persone e dell’ambiente, o continuare a dare spazio agli interessi di chi inquina?
Greenpeace, attraverso l’indagine “Acque Senza Veleni”, evidenzia che garantire a tutti l’accesso ad acqua pubblica senza PFAS rappresenta una scelta di salute, responsabilità e giustizia ambientale. I benefici sarebbero molteplici: tutela della salute e della sicurezza delle persone, riduzione delle emissioni di gas serra e dell’inquinamento da plastica legato al consumo di acqua in bottiglia. Inoltre, preservare un bene così prezioso contribuirebbe a ridurre la diffidenza che spinge ancora un terzo degli italiani a non fidarsi dell’acqua del rubinetto (dati ISTAT).

Cosa possiamo fare noi?
Anche se le istituzioni devono fare la loro parte e intervenire, ogni cittadino può contribuire concretamente alla causa, sostenendo le organizzazioni (firmando petizioni, facendo volontariato o donando); adottando comportamenti responsabili (preferendo l’acqua del rubinetto, ove possibile, a quella in bottiglia, non solo per ridurre la plastica, ma anche per combattere l’inquinamento da PFAS). È importante informarsi e sensibilizzare, parlando con amici e familiari della questione; chiedere azioni alle istituzioni, scrivendo ai propri rappresentanti politici e partecipando a campagne di sensibilizzazione.
Ogni piccolo gesto conta per un futuro più sicuro e sostenibile.
Per scoprire di più su Greenpeace: https://www.greenpeace.org/italy/

