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Grammy Awards 2026 tra record musicali e appelli alla politica

La notte scorsa – le 2:00 in Italia,  le 20:00 per il principale fuso orario dell’America del Nord – i riflettori di tutti gli Stati Uniti e di tutto il mondo si sono spostati sul teatro della Crypto.com Arena di Los Angeles, in California, dove si è tenuta la cerimonia di premiazione dei Grammy Awards, il premio più importante dell’ambito musicale nell’orizzonte internazionale.

Con dietro lo sfondo della fervida città degli angeli e delle stelle, la serata ha visto protagonisti tutti i più importanti musicisti del momento, ma anche attori, influencer e personaggi pubblici di varia estrazione. Ormai abbiamo imparato ad osservare, da una rigorosa distanza, e a comprendere quel mondo così apparentemente lontano dalla realtà quotidiana. Quando ci sono queste cerimonie le star si riuniscono quasi con solennità, vestono dei più alti marchi della moda, e tutto fa performance, tutto fa notizia. D’altronde, quello è il loro modo di superare i confini degli States e veicolare il proprio talento e le proprie idee a tutto il mondo.

Dal red carpet all’after-party il protagonista indiscusso è stato il cantante portoricano Bad Bunny, che con il suo “Debí tirar mas fotos” (“Avrei dovuto scattare più foto“) si è guadagnato il grammofono dorato – questa è la forma della statuetta dei Grammy – per la categoria più ambita, quella dell’album dell’anno. Una vittoria storica la sua, dato che è la prima volta che in quella categoria trionfa un artista latino. Hanno trionfato anche Billie Eilish come miglior singolo, Olivia Dean come miglior artista emergente, i rapper in duetto Kendrick Lamar (che con cinque premi totali è il più vittorioso della serata) e SZA per la miglior canzone, ma anche la veterana Lady Gaga, il duo ormai inscindibile di Cynthia Erivo e Ariana Grande e Lola Young.

Il bilancio finale conferma una tendenza che si profila da anni, quella della crescente influenza dei social e dei trend della generazione Z nella musica, nell’arte, nella moda e nel cinema. Il successo del sound urban-latino e reggaeton di Bad Bunny, al secolo Benito Ocariz, (ma anche in particolare di Lola Young e Olivia Dean) è stato segnato dagli innumerevoli trend su TikTok, dove, più che il ritmo, sono stati apprezzati il testo, l’ambientazione nostalgica e il flow irresistibile.

Quest’anno, però, più che i look e le coppie del red carpet, a far scalpore sono stati gli appelli che si sono inanellati dai microfoni di chi saliva sul palco per accennare il premio: argomento indubbiamente prediletto è stata la situazione critica delle proteste in Minnesota contro l’ICE (United States Immigration and Customs Enforcement), l’organo di polizia che controlla l’immigrazione nel territorio americano, che da settimane è al centro di proteste e discussioni politiche per sparatorie e morti civili. A Minneapolis e di riflesso in tutto il mondo, si sono scatenate manifestazioni e contestazioni contro l’abuso di potere da parte delle forze dell’ordine (e non sarebbe neanche la prima volta che gli USA e l’amministrazione Trump si macchiano di questa colpa).

Il discorso più virale è proprio quello di Bad Bunny che ha detto “Fuori l’ICE! Non siamo selvaggi, non siamo alieni, non siamo animali. Siamo esseri umani e siamo americani”. Il suo intervento, che è continuato celebrando la forza dell’amore e dell’unione, è stato accolto da applausi unanimi, come quello di Billie Eilish, che ha detto, fra le altre cose, “Nessuno è illegale in una terra rubata”.

Insomma, per quanto gli idoli e gli artisti sembrino relegati in una realtà edenica, questa notte hanno dimostrato quanto, alcuni di loro in realtà, siano vicini alle contingenze della politica e della quotidianità grazie al privilegio di poter e dover per il loro lavoro guardare oltre i propri confini. Si sono, cioè, assunti la giusta responsabilità divulgativa della loro visibilità: la politica, per sua natura, si propaga a tutte le applicazioni dell’uomo, specie in quelle artistiche, e per questo non ci si può permettere di rimanere in silenzio davanti a situazioni simili.

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