Con la chiusura dell’ultima Porta Santa a San Pietro, lo scorso 6 gennaio 2026, viene ufficialmente archiviato il Giubileo della Speranza 2025.
In questo anno Roma è stata il punto centrale delle mete scelte dai turisti, non solo per fini religiosi e spirituali, ma ha anche avuto un forte impatto a livello turistico, generando numeri da record per l’economia nazionale.
I dati emersi nelle ultime ore determinano un bilancio straordinario: oltre 30 milioni di pellegrini hanno visitato la Capitale e le principali mete religiose italiane, portando a un incremento del PIL legato al settore dell’accoglienza pari al 2,5% su base annua; inoltre, il Giubileo ha visto una partecipazione record di giovani under 30.
La modifica per la chiusura stabilita da Giovanni Paolo II
La prassi cattolica in vigore è quella istituita nel 1975 e successivamente semplificata da Giovanni Paolo II per l’Anno Santo del 2000. Il Papa, seguendo il protocollo, si è prima inginocchiato sulla soglia della Basilica per una preghiera silenziosa e ha chiuso i due grandi battenti di bronzo; successivamente è avvenuta la muratura della porta con un rito apposito, diretto in forma privata dall’Ufficio delle Celebrazioni liturgiche.
La novità a partire dal 2000 sta nel fatto che inizialmente entrambi i rituali venivano svolti nello stesso momento, invece dalle disposizioni di Papa Giovanni Paolo II in poi, i rituali vengono svolti separatamente.
All’interno della parete in muratura realizzata per la chiusura della Porta dai “Sampietrini”, i tecnici della Fabbrica di San Pietro, è stata collocata, secondo una tradizione consolidata, la capsis: una capsula metallica che custodisce il verbale ufficiale di chiusura, le monete commemorative dell’Anno Santo e le chiavi della Porta.
La Porta Santa della Basilica Santa Maria Maggiore è stata la prima ad essere chiusa il 25 dicembre, la seconda è stata la Porta Santa della Basilica di San Giovanni in Laterano il 27 dicembre, e infine la Porta Santa di San Paolo fuori Le Mura il 28 dicembre.
In realtà è stata chiusa anche una quinta Porta Santa, fortemente voluta da Papa Francesco, quella della chiesa del carcere romano di Rebibbia, per portare il dono della speranza nei luoghi profanati da violenze, tema centrale nel Giubileo del 2025.
Subito dopo la chiusura della porta, Papa Leone XIV ha celebrato la messa delle solennità dell’Epifania, in cui si ricorda l’arrivo dei Re Magi ad adorare il Bambino.
Il piano di sicurezza della Questura
Già dalle prime ore del mattino è scattato il piano di sicurezza predisposto dalla Questura e dalla Prefettura, un piano già adottato in altre occasioni, alle quali hanno contribuito come sin dall’inizio dell’apertura dell’Anno Santo stesso, gli apparati della Protezione Civile dello Stato, nonché le associazioni di volontariato che si occupano di Protezione Civile e assistenza sanitaria.
Le autorità hanno istituito una disciplina della viabilità con estesi divieti di transito nell’area di via della Conciliazione e di piazza San Pietro, nonché divieti di sosta nelle aree coinvolte.
Le operazioni per la sicurezza sono state coordinate dalla Sala Grandi Eventi della Questura di Roma dal Questore Roberto Massucci. Accanto a lui il capo di Gabinetto Giampaolo Monastra e la portavoce Elisabetta Accardo.
Articolo a cura di Rossella Sidoti
