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Giovani, protagonisti dell’innovabilità: a Impatta Disrupt si disegna il futuro sostenibile del Paese

Visionari, pragmatici, connessi al mondo e determinati a cambiarlo. In un festival in cui alcuni dei decisori politici e scientifici più importanti del territorio italiano, i giovani sono stati il vero focus della seconda edizione di Impatta Disrupt, il festival dedicato all’innovabilità e alla sostenibilità, svoltosi a Roma tra la Casa del Cinema e la terrazza del Pincio.

Organizzato da Earth Day Italia, l’evento ha radunato esperti, imprenditori, esponenti delle istituzioni e innovatori per affrontare una delle sfide più urgenti del nostro tempo: costruire un futuro sostenibile, in grado di coniugare progresso tecnologico e responsabilità ambientale. Ma a emergere con forza, tra i tavoli di discussione e i panel tematici, è stata soprattutto il ruolo che la nuova generazione ha nella costruzione di un futuro sostenbile.

Durante le tre giornate del festival, molti dei relatori più giovani hanno portato testimonianze dirette di startup, progetti di economia circolare, intelligenza artificiale applicata al sociale e agricoltura sostenibile. Sono i volti di una generazione che non accetta compromessi e che chiede un cambiamento profondo, strutturale, sistemico.

L’argomento della sostenibilità ambientale fu fondamentale per Papa Francesco, il quale nell’enciclica Laudato sì, pubblicata nel 2015, scrive un appello urgente alla cura della nostra “casa comune”. Un aspetto particolarmente rilevante di questo documento è l’attenzione che il Papa riservò alle nuove generazioni, invitandole a impegnarsi attivamente nella tutela del pianeta. Papa Francesco riconobbe nei giovani la forza e la motivazione per affrontare le sfide globali, sottolineando come la loro sensibilità alle questioni ecologiche sia una risorsa fondamentale per costruire un futuro sostenibile. In questa enciclica, il Papa esortò i giovani a diventare protagonisti di una trasformazione culturale e sociale, mettendo in discussione il modello di sviluppo attuale e cercando nuove soluzioni che promuovano la giustizia ecologica. In un mondo sempre più segnato dal degrado ambientale, Laudato sì si presenta come un invito alle giovani generazioni a prendersi cura della Terra, non solo per il loro futuro, ma anche per quello delle prossime generazioni.

Innovazione sì, ma con etica

Nel campo della digitalizzazione e della trasformazione tecnologica, numerosi interventi hanno posto l’accento su un tema fondamentale: l’etica dell’innovazione. Giovani imprenditori e studenti universitari hanno partecipato ai numerosi panel composti da esponenti delle istituzioni italiane più importanti su come rendere l’innovazione accessibile, sicura e orientata al bene comune. Un messaggio forte, che ribalta la narrazione secondo cui i giovani sarebbero passivi o disillusi. Al contrario, Impatta Disrupt ha dimostrato che esiste una generazione che sa immaginare un futuro diverso — e che vuole partecipare attivamente alla sua costruzione.

Nuove agricolture, nuovi futuri

Nel contesto di Impatta Disrupt, il tema dell’agricoltura sostenibile ha trovato spazio anche attraverso il contributo di molti giovani che, con approcci pratici e idee chiare, stanno cercando di trasformare un settore spesso percepito come statico. Puntano su tecnologie accessibili, filiere corte, attenzione al territorio e collaborazione tra piccole imprese. Il loro ruolo è centrale non solo perché portano nuove competenze, ma perché vivono l’urgenza di un cambiamento reale: sono consapevoli della fragilità del sistema agricolo attuale e cercano soluzioni che siano concrete, replicabili e in equilibrio con l’ambiente. In un panorama segnato da crisi idriche, scarsità di risorse e dipendenza da mercati esteri, la loro presenza rappresenta un punto di svolta necessario.

Una generazione ponte tra sapere e fare

La partecipazione giovanile non è stata solo simbolica. Molti dei relatori coinvolti nelle tavole rotonde si occupano già di ricerca applicata, di innovazione ambientale e di policy making. Non è più tempo, insomma, di considerare i giovani come semplici beneficiari delle politiche sul clima: sono ormai interlocutori competenti, creativi, capaci di guidare il cambiamento. E proprio questa consapevolezza è il cuore dell’innovabilità: unire conoscenza e azione, innovazione e impatto sociale, tecnologia e visione politica. I giovani rappresentano il motore di questa transizione.

Un futuro sostenibile ha bisogno di fiducia

La seconda edizione di Impatta Disrupt ha lasciato un messaggio chiaro: l’innovazione non è un processo neutro. Va orientata, sostenuta, messa in mano a chi ha il coraggio di guardare lontano. E oggi, a farlo, sono soprattutto i giovani. La sfida per le istituzioni, le imprese e il mondo accademico sarà quella di dare loro fiducia, strumenti e spazio per agire. Perché solo così l’innovabilità potrà davvero diventare la strada concreta verso un domani più giusto, inclusivo e sostenibile.

Tudor Calin

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