Domani, venerdì 13 febbraio, si festeggerà come ogni anno la giornata mondiale della radio e noi giovani ragazzi di RadioSapienza abbiamo voluto fare un passo indietro nel tempo per andare a scoprire la nascita e la storia di quest’apparecchio domestico, ed oggi anche mediatico, che dagli anni Venti del secolo scorso intrattiene il grande pubblico.
QUANDO NASCE LA RADIO?
La storia della radio parte dalla scoperta dell’esistenza delle onde elettromagnetiche da parte del fisico tedesco Heinrich Rudolf Hertz (1857 – 1894). Hertz fu il primo a dimostrare sperimentalmente l’esistenza delle onde elettromagnetiche già scoperte teoricamente da James Clerk Maxwell, con un apparato di sua invenzione, il dipolo hertziano, in grado di emettere e ricevere onde radio. In suo onore, nel sistema internazionale, la frequenza è misurata in hertz.
L’invenzione della radio è legata a due nomi in particolare: l’italiano autodidatta Guglielmo Marconi (1874 – 1937) e il fisico russo Aleksandr Stepanovič Popov. Entrambi, negli stessi anni, lavorarono alla realizzazione e messa a punto di uno strumento analogo, in grado di inviare e ricevere segnali a distanza. Il primo a costruire un ricevitore per captare le onde radio che circolano liberamente nell’aria è stato Popov, tra il 1895 e il 1896.
L’INTUIZIONE DEL GIOVANE ITALIANO GUGLIELMO MARCONI
In Italia il giovane Guglielmo Marconi, nell’inverno del 1895, appena ventenne, dalla sua tenuta di Pontecchio, riuscì a potenziare il suo apparecchio tanto da far passare i segnali da una parte all’altra di una collina. Purtroppo in Italia le capacità di Marconi furono sottovalutate, perciò dovette proseguire e terminare la sua invenzione in un paese estero, l’Inghilterra. Il 5 marzo 1896, anticipando Popov soli 21 giorni, Marconi presentò la prima richiesta provvisoria di brevetto, con il numero 5028 e con il titolo “Miglioramenti nella telegrafia e relativi apparati”. L’apparecchio doveva ancora essere perfezionato, ma quando ciò avvenne, il segnale riuscì ad oltrepassare l’Oceano Atlantico seguendo la curvatura della Terra!
Marconi continuò i suoi esperimenti per ottenere comunicazioni transoceaniche attendibili fino al 1907 e intanto fondò la Marconi corporation, che nell’ottobre del 1907 inaugurò il primo servizio pubblico regolare di radiotelegrafia attraverso l’oceano Atlantico, dando la possibilità alle navi transatlantiche di lanciare l’SOS senza fili.
La sua popolarità crebbe a livello internazionale, anche grazie all’utilità del radiosoccorso in mare con cui si salvarono molte vite, compresi i 705 superstiti del Titanic. Mentre un’altra utile applicazione pratica della radio si riscontrò in ambito militare, quando, durante la prima guerra mondiale, i soldati fecero largo uso dello strumento radiofonico per comunicare tra reparti e per intercettare con più facilità i nemici.
L’UNIONE RADIOFONICA ITALIANA (URI)
In Italia il 27 agosto 1924 nacque l’Unione Radiofonica Italiana (URI), con sede a Roma, che iniziò a trasmettere il 6 ottobre. Con un regio decreto, in data 1° maggio 1924, fu definito il contenuto delle filodiffusioni: teatro, notizie, conversazioni, concerti. Nel 1927 l’URI diventò EIAR e lo Stato italiano le affidò in concessione esclusiva le trasmissioni radiofoniche.
Fino al 1974 nel nostro Paese, la radiodiffusione rimase ad esclusivo appannaggio dello Stato. Poi, nel 1974, la Corte Costituzionale consentì ai privati di trasmettere localmente via cavo: una sentenza di portata storica, che diede il via libera, in molte città italiane, all’apertura di radio private.
Ludovica Scardia


