Il rispetto verso l’altro è un valore fondamentale di cui si è ampiamente discusso nel seminario “Diritto, Stato e dignità della persona” che si è tenuto martedì, 8 Aprile 2025, presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche. Condotto dalla professoressa Luisa Avitabile, l’incontro è stato animato dagli interessanti interventi di Giovanni Bombelli e Antonio Incampo, rispettivamente docenti presso l’Università Cattolica di Milano e l’Università di Bari.
Partendo dall’analisi dei concetti di Diritto, Stato e dignità umana, è stato possibile approfondire, in un secondo momento, la stretta connessione che esiste tra i singoli termini del trinomio, che guardano all’esistenza dell’essere umano all’interno della comunità giuridica.
«Il focus principale – spiega, ai nostri microfoni, la professoressa Avitabile – è stato la dignità. Oggi, quanto mai, è importante perché deriva esplicitamente dal principio di riconoscimento dell’altro come persona, l‘altro è uguale a me con le sue differenze e con la sua dignità».
La nozione di persona rappresenta il punto inziale della riflessione introduttiva della professoressa Avitabile, la quale, rifacendosi alla filosofia del diritto, arriva a sottolineare come la dignità costituisce l’aspetto più profondo dell’individuo e, in questa direzione, un ruolo cruciale è svolto dallo Stato che contribuisce a delineare la libertà del singolo tramite la legislazione, intesa nella sua dicotomia di ricerca del giusto e diritto positivo.
Entrando nel vivo del seminario emergono diverse considerazioni riguardanti il trinomio, oggetto d’interesse e studio degli ospiti coinvolti. Prima fra tutte la lettura avanzata dal professore Bombelli che descrive il Diritto, lo Stato e la dignità come il “pantheon moderno” inteso come sede della vita umana e dello sviluppo del lessico impiegato nei sistemi di ragionamento. Nello specifico, dalla definizione di Stato, inteso come l’unico depositario del diritto, e di diritto, come sfera teorico-operativa correlata allo Stato, è evidente la forte relazione che li connette, mentre, sul fronte della dignità è possibile individuare due stagioni, la prima concentrata sull’umanità che nasce dal nesso tra Stato e l’essere umano e la seconda, tipica del secolo scorso caratterizzato da un senso collettivo, in cui si accentua la tendenza giuridica del concetto di dignità.
Altri aspetti affiorano con l’intervento del professore Antonio Incampo, il quale ha indagato sul tema nel suo ultimo libro, “Aldo Moro. Il Diritto – Lo Stato”, in cui vengono riprese le lezioni baresi tenute da Aldo Moro, nel periodo che va dal 1944 al 1947, riguardanti il Diritto e lo Stato. In particolare, la solidarietà, la responsabilità e l’educazione rappresentano i tre valori individuati da Moro e su cui lo stesso Incampo si sofferma per delineare il ruolo dello Stato, visto come ciò che deve contribuire a rimuovere gli ostacoli per dare all’individuo la possibilità di una piena realizzazione.
Articolo di Elisa Caruso

