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Endometriosi: il nemico “invisibile”

Per alcune donne l’endometriosi è il cosiddetto “nemico invisibile” e non perché siano loro a volerlo indentificare in questo modo ma perché, troppo spesso, si trovano circondate da una società e da un sistema sanitario che sottovaluta i loro sintomi e ciò che provano. Tante sono le donne che vorrebbero sentirsi capite, comprese, protette ma poche sono quelle che hanno avuto l’”onore” di veder riconosciuta la propria patologia.

“Magari ti stai sbagliando”, “Sei esagerata!”, “Lo fate per moda!”, “Sei fissata”. Queste sono solo alcune delle esclamazioni che tante si sono trovate costrette ad ascoltare durante quelle lunghe ed estenuanti visite ginecologiche.

Da queste testimonianze, dunque, emerge una conseguenza chiave e limitante che accomuna tutte: la diagnosi tardiva, anche dopo parecchi anni. Perché questo scenario? Perché dobbiamo essere etichettate come “esagerate” da alcuni medici incompetenti che preferiscono insabbiare il nostro reale stato di salute e perché doverlo accettare, fare finta che sia normale o di routine?

Eppure, sono 3 milioni le donne con diagnosi conclamata in Italia, dunque, questa malattia non è poi così sconosciuta o “trasparente”. Il problema principale, infatti, sta negli occhi di non vuole vedere o di chi non intende affrontarla.

L’endometriosi è una malattia cronica invalidante che può causare problemi di fertilità e diventare sempre più dolorosa se non trattata e riconosciuta. Tra i principali sintomi avvertiti: dolore intenso alle ovaie, disturbi intestinali durante il ciclo, rapporti sessuali dolorosi e una stanchezza duratura. Tante di queste manifestazioni, nel tempo, sono state confuse o assimilate come semplici fastidi legati al periodo mestruale, passeggeri e temporanei, destinati a svanire. Ma la maggior parte delle volte, quando insorgono, la patologia è già in corso. In questo esatto istante, ha origine la duplice sofferenza della donna, perché l’endometriosi non si limita alla sfera fisica ma anche a quella mentale. Quando le donne diventano consapevoli della condizione che stanno affrontando sanno che potrebbero rischiare di doversi trovare ad affrontare l’astio e lo “snobbismo” del settore sanitario.

Fortunatamente, però, altrettante sono le associazioni che difendono e si schierano dalla loro parte per offrirgli assistenza, supporto e sostegno. Una di queste è A.P.E, Associazione Progetto Endometriosi, nata nel 2005 da un gruppo di donne che hanno attraversato questa esperienza. L’associazione, che da 14 anni è attiva sul territorio Nazionale, è formata da volontarie e pazienti che hanno deciso di mettere il proprio vissuto al servizio delle altre affinché nessuna sia sola o resti indietro. Il suo motto, infatti, è: “Fare informazione per creare consapevolezza”.  A.P.E. organizza diversi progetti ed iniziative come quello previsto per il 29 marzo a Bisignano dal titolo “Endometriosi, accendiamo l’informazione” il cui obiettivo è quello di puntare i riflettori sulla patologia generando consapevolezza e conoscenza della stessa.

L’endometriosi non è frutto dell’immaginazione delle donne, esiste e in quanto tale deve essere riconosciuta e accolta.

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