Sostenibilità e nuova generazione sono le parole chiave dell’evento che il Galoppatoio di Villa Borghese ha ospitato la mattina del 16 aprile.
Il nome EcoGive esprime chiaramente il concetto di “dare al nostro pianeta per riceverne dei benefici”.
EcoGive:l’App che guarda al futuro
Il progetto nasce nel 2008 da un’iniziativa di Elena Pace, professoressa di chimica presso un liceo di Palermo. Il nome riprende quello dell’app gratuita EcoGive, la quale serve a insegnare, ad essere più sostenibili e a trasformare le proprie azioni “green” in aiuti concreti.
L’app monitora le tue azioni: inserendo o seguendo attività quotidiane, stima l’impatto; educa, proponendo consigli e buone pratiche per vivere in modo più ecologico. In tal modo si accumula valore. Le azioni sostenibili generano punti o un risparmio simbolico, si dona l’impatto positivo, poiché quel valore può essere trasformato in aiuti o donazioni per progetti ambientali o per Paesi in difficoltà.
Attraverso l’app, i ragazzi e le ragazze delle classi partecipanti scelgono un progetto di solidarietà per la tutela dell’ambiente e per la lotta alla povertà.
Obiettivi e traguardi
È una gara in cui sono state premiate le classi scolastiche con i migliori punteggi “nella corsa per il buon uso dell’energia e della sostenibilità ambientale solidale”. Hanno partecipato 34 classi e, tra queste, la vincitrice è stata la 2ª AS del liceo scientifico I.S.I.S.S. Teodosio Rossi. Le studentesse e gli studenti delle diverse classi e scuole, insieme, hanno raggiunto importanti traguardi: in totale 120 mila atti di risparmio energetico, che hanno portato a risparmiare 720 mila litri d’acqua e 40 mila kg di CO₂, piantando inoltre 20 mila alberi.
Si è proposto, dunque, un cambiamento culturale molto profondo: il progetto è infatti in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030, poiché si impegna nella lotta al cambiamento climatico e alla fame nel Mondo. Nel dettaglio, i tre obiettivi sostenuti da questa iniziativa sono: la copertura boschiva e la produzione di frutta ad Haiti, frenando il degrado ambientale, un circuito di economia circolare con la costituzione di un pollaio accanto a un orto in Benin e, da quest’anno, in partnership tra l’Università Sapienza e l’Università di Betlemme, la formazione di studenti universitari palestinesi come istruttori nell’uso dell’acqua presso le scuole della loro città, la ricerca sulle pratiche locali di conservazione e la fornitura di cisterne per famiglie che affrontano problemi di approvvigionamento.
Dai giovani per i giovani
Al Villaggio della Terra, in questa edizione dell’evento, il messaggio principale che si vuole trasmettere è espresso dalla frase: “Svegliati, è ora di sognare”. Si invita quindi a riscoprire la capacità di immaginare il futuro, soprattutto da parte dei giovani d’oggi, protagonisti indiscussi dell’intero evento. Sono stati infatti invitati sul palco ragazzi e ragazze di età diverse: dai ragazzi della 3ª C della scuola media di Vigarano Mainarda (in provincia di Ferrara), che da tre anni offrono il loro contributo partecipando al progetto, agli studenti e alle studentesse della 2ª A del liceo scientifico I.S.I.S.S. Teodosio Rossi di Priverno, i quali dichiarano che sono i piccoli gesti quotidiani a portare a grandi risultati, e che l’app EcoGive incentiva proprio questa abitudine.
Il cambiamento porta all’unione
Sul palco, la presentatrice dell’evento, Anita, invita il Capo Dipartimento e professore di Scienze della Terra, Giovanni Andreozzi. Sono tre, dichiara il professore, le missioni del progetto: la didattica, la ricerca scientifica e il momento in cui queste si incontrano e si mettono a disposizione del pubblico, dando vita alla divulgazione scientifica e all’educazione ambientale. È importante che queste conoscenze non restino condivise tra pochi “rinchiusi in una gabbia d’avorio”, come afferma Andreozzi. È necessario che ognuno di noi collabori e sia solidale al progetto, poiché “il pianeta può fare a meno di noi, ma noi abbiamo bisogno del nostro pianeta per vivere”.
Sveva Sagramola, autrice e conduttrice di “Geo”, programma in onda su Rai 3 per Rai Cultura, dichiara a tal proposito che la Terra è l’unica casa che abbiamo e, per questo, dobbiamo prendercene cura: non possiamo essere la sua malattia, ma i suoi custodi. È la nostra scialuppa di salvataggio nel nero dell’universo e, se grida aiuto, dobbiamo intervenire. Ogni individuo è responsabile del suo “deterioramento”. La Sagramola racconta infatti che, in seguito all’ultima spedizione nello spazio, quando sono state inviate delle foto della Luna, temeva di vederla “meno luminosa” quando l’aria è inquinata, le particelle inquinanti assorbono e diffondono la luce: questo fenomeno è chiamato scattering della luce, per cui essa viene filtrata dall’atmosfera sporca e a noi appare più debole e meno nitida.
L’antidoto più efficace è la collaborazione. La conduttrice condivide con il pubblico la sua preoccupazione riguardo al crescente individualismo e al livellamento culturale causato dal digitale. Afferma che il malessere di questa generazione sia la solitudine, la sensazione di impotenza nel realizzare ciò che la società chiede all’individuo di avere, ovvero soldi e successo. Uno degli obiettivi di EcoGive è quindi quello di creare una rete di soggetti non omologati, che resistono alle pressioni psicologiche di questo tempo, che ci chiede di essere ciò che non siamo: una collaborazione di individui che lottano per la giustizia e hanno la capacità di guardarsi attorno, non chiudendosi nel proprio piccolo mondo, ma essendo in grado di confrontarsi con il diverso e di dialogare con il prossimo.
