Se ne parlava da settimane: per questo Sanremo 2026 si respirava aria di cast sottotono. E quando, come ogni anno, è arrivato il momento del Tg1 domenicale delle 13.30, le aspettative – già basse – sono state in parte confermate. A fare gli onori di casa è ancora Carlo Conti che, dopo l’edizione del trionfo di Olly con Balorda Nostalgia, rilancia la scommessa e torna sul palco dell’Ariston per la quinta volta.
I Big in gara, quest’anno, sono ancora una volta trenta (il numero di partecipanti più alto di sempre), a cui andranno poi sommati i due vincitori di Area Sanremo e i finalisti di Sanremo Giovani, la cui finale si disputerà il 15 dicembre presso lo stesso teatro Ariston. Tra (rare) novità, qualche volto reso noto dai social e una sovrabbondanza di nomi già consolidati nel panorama italiano, la lista dei Big di quest’anno è ampia e variegata, ma convince meno che mai. Sui social il malcontento è palpabile: tanti i nomi pronosticati su cui il pubblico aveva puntato, pochissime le aspettative confermate.
I big in gara
È un cast che pesca un po’ ovunque, quello di Sanremo 2026. Un mix di presenze prevedibili, ritorni che sanno di dejà-vu e novità che non sempre sembrano tali. A scapito di chi aveva dato per certa la presenza in gara di Tiziano Ferro e il ritorno di Blanco e Angelina Mango – personaggi in cima alle classifiche o nel pieno dell’hype -, ci ritroviamo invece davanti a un Sanremo decisamente meno hit parade che mai, soprattutto se messo a confronto con quelli di Amadeus, dove gli artisti più ascoltati dell’anno e, dunque, più amati dai ragazzi – basti ricordare Maneskin, Lazza o Geolier, per citarne alcuni – si ritrovavano a competere con Gianni Morandi, Ornella Vanoni o i Cugini di Campagna. Quest’anno, invece, ci troviamo davanti a tantissimi ritorni, a qualche prima volta e a pochissimi nomi pescati dal top delle classifica.
La quota “indie”, le novità e i giovani
In un panorama fatto di tanti volti noti ma non abbastanza giovani, svetta qualche quota indie e promettente. Primo tra tutti, il duo Maria Antonietta e Colombre. Ma anche il rapper molisano Nayt, in attività da un decennio ma non così noto al grande pubblico, o il romano Fulminacci, la polistrumentista Serena Brancale, in gara per il secondo anno di fila e Ditonellapiaga (per la prima volta in solitaria, dopo Chimica con Rettore nell’edizione 2022). Prima volta per il rapper Chiello e per Sayf, quest’ultimo genovese, tra i talenti più interessanti del panorama, che mixa rap e sax nei suoi brani un po’ cantati un po’ parlati. Con lui anche i figli (e nipoti) d’arte Leo Gassmann, Tredici Pietro (al secolo Pietro Morandi, ultimogenito del mitico Gianni) e LDA (pseudonimo di Luca D’Alessio, figlio di Gigi), già concorrente dell’edizione 2023, quest’anno in coppia con Aka7ven.
A rafforzare la quota napoletana, anche Sal Da Vinci, caso musicale del 2025 con la sua Rossetto e Caffé, ed i rapper Samurai Jay e Luché, che già era salito sul palco dell’Ariston per la serata dei duetti nel 2024 come ospite di Geolier, con Gigi D’Alessio e Gué. Prima volta anche per la girl-band punk-metal delle Bambole di Pezza e per l’ex leader dei Thegiornalisti Tommaso Paradiso, già capostipite dell’indie italiano e da qualche anno portavoce di un nuovo pop malinconico molto radiofonico. Nell’occhio del ciclone, la rivelazione social Eddie Brock, cantautore romano reso noto dalla ballad Non è mica te, sottofondo di decine di migliaia di video d’amore su Tik Tok.
Gli habitué
Carlo Conti si conferma regista di una nuova operazione nostalgia. Più che mai i ritorni, a partire dalle ormai padrona di casa Arisa, alla sua ottava partecipazione al Festival (che ha anche co-condotto nel 2015, sempre al fianco di Conti), seguita dal veterano Ermal Meta (al suo settimo Sanremo) e da Francesco Renga, Michele Bravi, Malika Ayane, Raf, Enrico Nigiotti, Levante, Fedez (in gara per la terza volta) con il suo ospite dei duetti del 2025, Marco Masini. Ma è anche il ritorno della mitica Patty Pravo, di Mara Sattei (che aveva partecipato nel 2023 con Duemilaminuti, scritta da Damiano David), di J-Ax e di Elettra Lamborghini – difficile da dimenticare la sua Musica (e il resto scompare), con cui aveva portato per la prima volta il twerking sul palco dell’Ariston.
Cosa aspettarci?
Alla resa dei conti, Sanremo 2026 sembra un po’ tirare il freno a mano già dal principio: molti ritorni e un cast più rassicurante che coraggioso. Adesso tocca alle canzoni fare il passo in più e alzare l’asticella. Nel tentativo di riconfermare che anche con una partenza sottotono, Sanremo è Sanremo.
Viola Baldi
