Il 19 febbraio arriverà nelle sale italiane il film “Domani interrogo“, diretto da Umberto Carteni e co-sceneggiato dalla scrittrice dell’omonimo libro, Gaja Cenciarelli. La trama è la storia vissuta sulla pelle della scrittrice. Gira tutta attorno ad una professoressa di inglese, interpretata da Anna Ferzetti (la ricordiamo, in ultimo, per aver interpretato Dorotea in “La Grazia” di Sorrentino – altro ruolo di grande sensibilità), a cui viene assegnata una cattedra di un problematico e periferico liceo romano, nella zona di Rebibbia. Il film copre l’arco di un anno scolastico, durante il quale la docente, con enorme tatto, riesce pian piano a far cadere tutte le barriere dei suoi studenti, forgiati nel pensiero di non valere nulla e di non avere speranza di riscatto rispetto all’ambiente in cui sono nati.
Ai giornalisti, gli attori protagonisti – molti dei quali, al debutto cinematografico – hanno parlato della grande importanza avuta per loro, dell’aspetto emotivo nel corso della narrazione. In particolare la protagonista Ferzetti si è soffermata ricordando l’importanza, ma soprattutto la necessità di una maggiore attenzione nei confronti della scuola. “Sarà che ho una passione per L’Attimo Fuggente” ha detto l’attrice, proseguendo col dire che nella scuola ci sono molti ostacoli per chi da insegnante è mosso da una sincera vocazione. La reticenza a parlare di questa problematicità insita nel sistema scolastico italiano, degli stipendi bassi, delle istituzioni lontane, della reale responsabilità della scuola nella formazione dei cittadini e nel funzionamento della democrazia ha fatto sì che Anna Ferzetti sia, giustamente, particolarmente orgogliosa di questo ruolo. Si aggiunga che lei stessa, nella stessa occasione, ha detto “Anche io sono stata una ragazza ribelle e ho faticato tantissimo a scuola, però ho avuto la fortuna di incontrare persone che mi hanno fatto comprendere quanto sia importante cadere, sapersi rialzare e saper sbagliare”.
La scuola è un luogo che tutti, chi più chi meno, amano: è il posto in cui si passa molto tempo dall’infanzia alla fine dell’adolescenza. Lì si possono conoscere le persone che ci potrebbero accompagnare per quasi tutta la vita. Può far da sfondo a molti bei ricordi e ci guarda materna mentre diventiamo adulti e si spera consapevoli. I docenti sono i protagonisti assoluti della nostra età evolutiva, ma spesso il loro ruolo viene sottovalutato. Chi di noi non porta nel cuore il ricordo di un insegnante che ha segnato in maniera indelebile la propria crescita? Non si presta attenzione a selezionare insegnanti che siano mossi da una sincera passione e, pure quando lo si fa, non ci sono risorse o condizioni tali da poter agire come sarebbe più opportuno. Troppi i tagli ai fondi e programmi ministeriali focalizzati interamente su didattiche fin troppo ortodosse.
La pellicola sembra avere tutti i presupposti per essere un gran successo. La scrittrice si è detta estremamente soddisfatta del lavoro concluso e il registra non ha nascosto di star valutando anche un adattamento in forma di serie tv. D’altronde si sa che questi temi sono cari e acclamati dal pubblico: basti pensare a serie come Mare Fuori, Shameless, I Cesaroni, o Derry Girls, The Breakfast Club, Il Ragazzo con i Pantaloni Rosa e Freedom Writers, tutte serie TV e film molto diverse fra loro, ma che hanno come denominatore comune, contesti sociali e familiari critici, in cui i giovani crescono con forti lacune e pessimismo nei riguardi di se stessi e del loro stesso futuro. Assistere da spettatori al loro percorso di vita, rivedendosi inevitabilmente anche solo in un piccolo aspetto delle loro cinematografiche realtà, ci tiene incollati allo schermo e ci dona speranza e forza di agire.
