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Al via alla mostra “Costruire una nazione”. I disegni della Fabbrica del Vittoriano

Foto del Vittoriano

fonte: vive.cultura.gov.it

Martedì 2 Dicembre, alle ore 11:30 sarà inaugurata per mano del Ministro della Cultura,  Alessandro Giuli, all’Archivio centrale dello Stato, in piazzale degli Archivi, 27 la mostra “Costruire una nazione”, allestita grazie ad una accurata selezione di documenti tra quelli che erano conservati in un’ala del Vittoriano e che erano stati spostati lo scorso anno nell’ambito di un progetto di salvaguardia. I disegni tecnici, i bozzetti e gli schizzi che verranno esposti hanno il compito di restituire al pubblico la storia progettuale dell’Altare della Patria e del monumento al Milite Ignoto. La mostra rimarrà visibile fino al 17 maggio prossimo e sarà possibile visitarla liberamente dal lunedì al venerdì dalle ore 9:30 alle ore 18:00.

L’importanza del Vittoriano per la nostra storia

Come tutti i monumenti, il Vittoriano nacque con un preciso intento comunicativo riguardo alla realtà politica del nostro Paese. L’Italia, al tempo della sua costruzione, era una Nazione appena nata, ancora profondamente eterogenea e che faceva fatica, a causa di motivi radicati in secoli e secoli di storia europea, ad inserirsi nel panorama occidentale degli Stati moderni. Quello che oggi è una vera pietra miliare dell’architettura risorgimentale e simbolo inequivocabile della Capitale, non fu subito apprezzato dall’opinione pubblica, che lo definiva un’ingombrante macchina bianca, che lo collegava agli altri Stati di impostazione nazionalista coevi e che lo disprezzava per il sacrificio di altri quartieri dell’Urbe in favore di quel simbolo di un’Italia di cui forse ancora non si era sicuri.

L’Altare della Patria e il monumento al Milite Ignoto hanno cambiato volto molte volte, in base al contesto politico che via via vigeva, trasformandosi da tempio del Risorgimento, a simbolo della grandezza dell’Italia fascista, a spazio di celebrazione dell’Italia repubblicana, unita e redenta nel Dopoguerra. Oggi, in particolare il Milite Ignoto, senza nome, senza religione, senza provenienza, rappresenta ancora tutti gli italiani, che erano tali per la prima volta, dopo essere stati solo legati alla propria dimensione regionale, se non provinciale, per tempo immemore.

Ripercorrere la storia dell’Altare della Patria e del Milite Ignoto significa tornare alle radici di un Paese che cercava nei monumenti un linguaggio capace di rappresentarlo. Il Vittoriano, in questo senso, resta uno specchio: riflette ciò che l’Italia è stata e ciò che ha voluto essere nei diversi momenti della sua storia. La mostra all’Archivio centrale dello Stato permette di coglierne la dimensione progettuale e simbolica, ricordandoci che questi luoghi non sono mai stati statici. Guardarli oggi significa interrogare la nostra memoria collettiva e l’idea di nazione che ci unisce.

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