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“Diritti, valori e centralità dei cittadini nella dimensione europea”: una conferenza per il 35 anni di Compubblica

Mercoledì 15 aprile si è tenuta, presso lo spazio “Europa Experience-David Sassoli”, la conferenza “Diritti, valori e centralità dei cittadini nella dimensione europea”, in occasione dei 35 anni dalla fondazione di Compubblica – Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale.

Comunicazione e democrazia: le fondamenta di una giusta società

Il deputato Nazario Pagano ha sottolineato quanto sia importante la comunicazione istituzionale per la democrazia liberale: basti infatti pensare a come, in tali condizioni, si garantisca trasparenza, si favorisca la partecipazione e si rafforzi la fiducia dei cittadini, specialmente nei giovani universitari, che lo stesso politico afferma essere “i futuri protagonisti della società”.

Per questo la comunicazione può essere definita come “infrastruttura della democrazia”, citando il consigliere di Compubblica, Eugenio Iorio.

Anni ’90: il punto di svolta nel mondo contemporaneo

Stefano Rolando, componente del Comitato scientifico di Compubblica e cofondatore dell’associazione, ha approfondito il tema del cambiamento dei rapporti internazionali e della comunicazione, avvenuto dagli anni ’90 a oggi, che ha portato quest’ultima a essere globale e complessa.

Rolando ha elencato i dieci avvenimenti che hanno reso il 1990 un anno cruciale per la vita di tutti noi. Primo fra tutti, la fine della Guerra fredda: il Partito Comunista dell’Unione Sovietica rinuncia al proprio progetto politico. Al secondo posto nomina la riunificazione tedesca, seguita dalla rimozione dell’omosessualità dalla lista delle malattie mentali da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Nelson Mandela viene liberato, mentre in Inghilterra Margaret Thatcher – definita da Rolando “il capo dell’euroscetticismo moderno” – si dimette. Al sesto posto è citato il Genocidio in Ruanda, che ha messo in luce le atrocità di contesti privi di democrazia. Per smorzare l’atmosfera, Rolando ha citato anche la vittoria di Nuovo cinema Paradiso agli Oscar al miglior film straniero: un esempio di come un prodotto culturale possa diventare un mezzo di comunicazione globale, capace di trasmettere identità.

Rolando ha affermato che, senza una legittimazione disciplinare, la comunicazione non può andare lontano, motivo per il quale ritiene importante ricordare il momento in cui viene affidato al ministro dell’Università e della Ricerca Scientifica Antonio Ruberti il compito di orientare e disciplinare i corsi di laurea in Scienze della comunicazione.

Viene menzionata anche la legge del 7 ottobre 1990 che ha cambiato il modo di lavorare della pubblica amministrazione in Italia: prima l’amministrazione era basata su segretezza e silenzio. In seguito alla Legge 241/1990, viene introdotto il principio di trasparenza dell’amministrazione stessa.

Rolando ha infine evidenziato come al cambiamento della comunicazione pubblica e istituzionale (che lo stesso ha definito “gamba della comunicazione pubblica”) abbia contribuito la fondazione dell’Associazione italiana di comunicazione pubblica.

L’era digitale: limite o opportunità?

Leda Guidi, presidente di Compubblica, ha incentrato il suo intervento sulla cittadinanza inclusiva e sulla comunicazione, illustrando gli ambiti e i settori in cui l’associazione sta operando, a partire dai diritti umani nell’ambiente digitale.

Fondamentale è pensare alla vita del singolo in una dimensione sempre più presente nelle vite di tutti noi. Per questo Sandra Cioffi, presidente del Consiglio Nazionale Utenti AGCOM, ha osservato come il divario digitale possa diventare una nuova e importante forma di esclusione, poiché alla base vi è un problema di accesso alla sfera digitale: l’alfabetizzazione digitale deve essere promossa anche attraverso il servizio pubblico, indirizzato all’intera società.

Lo stesso processo di digitalizzazione ha causato una disintermediazione, come ha affermato Franca Faccioli, componente del comitato scientifico di Compubblica: con l’avvento dei media digitali, infatti, la comunicazione avviene sempre più tramite social e, conseguentemente, non c’è più bisogno dell’intermediazione di un soggetto o di una struttura che se ne faccia carico.

L’incontro ha messo in luce come la comunicazione rappresenti oggi un elemento essenziale per il funzionamento della democrazia, non solo come strumento informativo, ma come vero e proprio spazio di partecipazione e costruzione del rapporto tra istituzioni e cittadini.

Appare chiaro che, in un contesto sempre più globale e digitalizzato, la comunicazione pubblica è chiamata ad affrontare nuove sfide: garantire trasparenza, favorire l’inclusione e contrastare le disuguaglianze legate al divario digitale.

In questo scenario, il ruolo delle istituzioni, delle associazioni e dei professionisti del settore diventa fondamentale per costruire una comunicazione consapevole, accessibile e responsabile, capace di rafforzare i valori democratici e di mettere realmente al centro il cittadino.

Cecilia Lombardo

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