Giovedì 12 marzo alcuni studenti della Sapienza hanno avuto la possibilità di vedere da vicino come nasce un’edizione del TG1: un’esperienza indimenticabile e preziosa per capire come funziona dall’interno la macchina dell’informazione.
Il Centro di Produzione Rai Saxa Rubra ha aperto le sue porte a noi studenti, offrendoci l’opportunità di osservare da vicino la costruzione del telegiornale delle 13:30. Guidati dalla vicedirettrice Costanza Crescimbeni e dal vice caporedattore Cultura Francesco Cristino, abbiamo avuto la possibilità di seguire tutte le fasi del lavoro: dalla riunione di redazione al montaggio dei servizi, fino alla diretta a cui abbiamo assistito direttamente dalla regia.
Decine di monitor accesi, le luci accecanti dello studio, il tavolo attorno al quale nasce davvero ciò che viene trasmesso al telegiornale: nella regia del TG1 la coordinazione e la professionalità sono fondamentali per il funzionamento della macchina che ogni giorno lavora senza sosta, anche dietro le quinte di quello che viene mostrato.
Il telegiornale non nasce al momento della messa in onda, ma molto prima, durante la riunione della redazione. È quello il momento in cui vengono decise le notizie che sono all’ordine del giorno, l’ordine dei servizi, il taglio con cui verranno raccontate e i giornalisti a cui verranno affidate. È un momento semplice, ma colmo di professionalità e coordinazione tra colleghi che fanno in modo che tutto funzioni alla perfezione.
Al termine della riunione, la vicedirettrice e il vice caporedattore Cultura ci hanno accompagnati in un “giro turistico” della regia e dello studio. È proprio da qui che si concentrano gran parte delle operazioni che permettono al telegiornale di andare in onda senza intoppi. Tra lo stupore e la curiosità, tutto è partito dalla regia, dove un operatore ci ha spiegato come operano le diverse postazioni, mostrando la distinzione tra la parte audio e quella video: la scelta delle camere, la regolazione dell’audio, i collegamenti con gli inviati. La regia è a tutti gli effetti il vero centro di controllo del telegiornale, in cui decine di schermi accesi contemporaneamente mostrano angolazioni e punti di vista differenti.
A seguire, Costanza Crescimbeni e Francesco Cristino ci hanno accompagnati nello studio del TG1, dove abbiamo avuto la possibilità di cimentarci in una prova di conduzione. Seduti alla postazione dei conduttori, ci è stato spiegato il funzionamento del gobbo e, a turno, ci siamo calati per qualche minuto nei panni dei presentatori del telegiornale. Un’esperienza indimenticabile per chi sogna, un giorno, di sedersi proprio su quella sedia al momento della diretta.
L’atmosfera dello studio era travolgente: le luci erano abbaglianti e le telecamere incutevano inizialmente timore e imbarazzo. Dopo i primi secondi nella lettura del gobbo sembrava di essere soli con le telecamere in uno studio che da casa sembra molto più piccolo di quello che è realmente. Per qualche istante abbiamo potuto immaginare cosa significhi trovarsi di fronte a milioni di spettatori per offrire un servizio pubblico di fondamentale importanza come quello del TG1.
Dallo studio ci siamo poi spostati nelle sale dedicate al montaggio dei servizi, in cui abbiamo assistito alla fase di editing di un servizio che sarebbe andato in onda da lì a poco. In questa fase velocità ed esperienza sono fondamentali, perché ogni dettaglio deve essere pronto nei tempi serrati della messa in onda.
Tornati in regia, alle 13:28 suona la campanella che annuncia l’imminente diretta del TG1: la macchina si mette in moto e tutto procede con precisione fino alle 14:03, quando l’edizione si conclude senza intoppi. Vivere questo momento da dietro le quinte permette di guardare il telegiornale con occhi diversi, consapevoli del lavoro e della professionalità che rendono possibile ogni edizione.
È stata un’esperienza che ci ha permesso di scoprire tutto ciò che normalmente resta invisibile nel funzionamento di un servizio come il TG1. Per chi aspira a diventare giornalista, che si tratti di giornalismo televisivo o redazionale, vedere con i propri occhi la passione che anima chi ci lavora è stato davvero indimenticabile.


