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Dalle idee alle azioni: le proposte per un’Italia digitale e sostenibile a Impatta Disrupt

Si è appena conclusa la seconda edizione di “Impatta Disrupt”, il festival dell’innovabilità e della sostenibilità ideato e gestito da “Earth Day Italia”, ONG creata da Pierluigi Sassi. Il festival, ospitato alla Casa del Cinema di Villa Borghese e alla terrazza del Pincio, ha avuto come scopo principale quello di riunire alcune delle menti più importanti del territorio italiano nell’ambito dello sviluppo sostenibile e dell’innovazione per il nostro paese.

Una delle figure più importanti del XXI secolo nel supporto di nuovo mondo sostenibile fu Papa Francesco, il quale nel 2015 pubblicò l’enciclica Laudato sì. L’obiettivo di questa enciclica fu quello di appellarsi alla responsabilità collettiva per la salvaguardia della Terra, il Papa fu portavoce di un’idea di ambientalismo che va oltre il semplice rispetto della natura, ma che si intreccia con le sfide sociali ed economiche contemporanee. La sua visione fu globale e inclusiva e riconosceva l’interconnessione tra povertà, ingiustizia sociale e degrado ambientale. In questo documento, il Papa invitò la Chiesa e il mondo intero a ripensare l’uso delle risorse naturali, mettendo al centro una visione di sviluppo che promuova la giustizia sociale e la cura per le generazioni future. La sua enciclica ci sprona a un cambiamento di paradigma che pone l’umanità in armonia con la natura, esortando ciascuno a essere custode del creato in modo responsabile e consapevole ed è un oggetto importante da cui le nostre idee di innovazione sostenibile debbano partire per creare un futuro del quale le future generazioni possano essere fiere.

Durante il festival, diviso in tre giornate, sono stati trattati i temi principali per il futuro dello sviluppo economico, sociale, culturale e ambientale del sistema-paese italiano, come la sanità, l’architettura, l’agricoltura, l’economia digitale, l’intelligenza artificiale e la digitalizzazione del paese. Il nocciolo del festival e dei vari interventi degli illustri ospiti della rassegna sul futuro dell’Italia nel campo della sostenibilità è proprio il potenziale non sfruttato che il territorio italiano ha in questo campo, come ad esempio nel campo della digitalizzazione, in cui durante un intervento a cui hanno partecipato figure di spicco come Renato Brunetti (Amministratore Delegato di Unidata), Pietro Piccinetti (Amministratore Delegato Infratel Italia) e Alberto Castronovo (Responsabile per l’Internazionalizzazione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy) hanno discusso sul potenziale non sfruttato che la digitalizzazione ha nel nostro paese: infatti pur avendo fatto grandi passi avanti sia nell’ambito economico sia in quello amministrativo della digitalizzazione, questo campo rappresenta ancora una piccolissima parte dell’ecosistema finanziario e sociale italiano.

Il ruolo dell’Italia nell’economia mondiale è fondamentale, sia nella collaborazione nei progetti internazionali come lo sviluppo di Space technology, che nell’esportazione del “Made in Italy” nel resto del mondo, simbolo di qualità e valore elevato in tutto il mondo. Per rinnovare l’economia italiana e mantenere l’elevata influenza che i prodotti italiani hanno nel resto del mondo, l’innovazione e l’adattamento economico alle nuove dinamiche di mercato sono fondamentali, questo concetto è emerso particolarmente durante l’incontro coordinato da Massimiliano Menichetti riguardo il potenziale italiano nell’alleanza finanziaria. Il vicedirettore di Media Vaticani ha moderato un panel composto da Gabriele Fava, presidente dell’Inps, e alcune delle figure di spicco nell’ambito degli investimenti finanziari europei in cui si è discusso come l’Italia e la Commissione Europea devono collaborare per esportare e importare le eccellenze europee nel mondo per sostenere i valori fondamentali dell’Europa.

Le esportazioni italiane nel mondo non devono limitarsi ai soli prodotti “Made in Italy”, ma anche ai modelli di eccellenza che rendono l’Italia uno dei paesi leader in campi fondamentali per lo sviluppo sociale come la sanità. L’industria sanitaria italiana è infatti una delle migliori in Europa e nel mondo, grazie a un sistema di welfare che permette agli ospedali e alle strutture sanitarie di agire in maniera estremamente rapida e tutelare i propri cittadini. Tuttavia, il sistema sanitario italiano non è perfetto e anzi soffre di alcune criticità da colmare rapidamente, come è emerso nell’incontro moderato da Gianluca Dotti, direttore di Wired Italia. Durante la discussione a cui hanno partecipato dirigenti e direttori di alcuni degli istituti di ricerca più importanti d’Italia ed Europa, è emerso il ruolo dei Big Data e dell’intelligenza artificiale nell’ambito della ricerca sanitaria e di come pur essendo un ambito in crescita nella direzione giusta, bisogna ancora fare molti passi avanti nella formazione di giovani esperti in questi ambiti.

Il tema dell’agricoltura è stato centrale durante le tre giornate del festival: in un mondo sempre più dominato dalla scarsità dell’acqua e dall’incapacità tordei governi europei di supportare le industrie agricole dei paesi membri ed evitare la dipendenza agricola da altri paesi giganti in questo settore, l’innovazione e la possibilità di una nuova agricoltura innovativa e sostenibile, basata sul supporto delle piccole e medie imprese italiane e delle nuove tecniche di agricoltura, è stato un filo conduttore che ha accompagnato multipli incontri e interviste, alle quali hanno partecipato decisori politici e finanziari che hanno la possibilità di portare una trasformazione positiva che permetta al settore agricolo italiano di tornare ad essere uno dei blocchi fondamentali sul quale costruire il futuro del paese.

Impatta Disrupt” è giunto al termine dopo tre importanti giornate di festival, in cui decisori politici, ricercatori ambientali e alcune delle figure più importanti nel campo finanziario italiano hanno discusso e trattato il futuro dell’Italia e del pianeta, cercando di proporre nuovi metodi di innovazione ambientale che siano economicamente sostenibili e allo stesso tempo permettano di portare una serie di cambiamenti che possano giovare alle generazioni future e preservare il nostro pianeta. Gli appuntamenti però non finiscono qui, infatti “Impatta Disrupt” è solo l’inizio di una serie di iniziative ambientali organizzate per l’Earth Day del 22 aprile, iniziative che hanno come prerogativa principale la preservazione del pianeta e la creazione di un nuovo futuro, più sicuro, armonioso e sostenibile per le generazioni a venire, perché oggi più che mai, innovare non è un’opzione: è la nostra più grande responsabilità.

Tudor Calin

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