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Concerto MuSa in maschera, alla Sapienza si rinnova la tradizione

Mercoledì 11 febbraio, presso l’Aula Magna del Palazzo del Rettorato, si è tenuto il concerto di Carnevale “MuSa in maschera”. Nel periodo per eccellenza della goliardia e dello spirito beffardo e sarcastico, La Sapienza apre le porte al consueto concerto di Carnevale firmato MuSa, acronimo di Musica Sapienza.

Ogni anno MuSa offre alla comunità universitaria, e non solo, l’occasione di partecipare a questo spettacolo, rinnovando una tradizione che riunisce diversi artisti. Il progetto ha lo scopo di coinvolgere emotivamente lo spettatore, unendo le doti musicali degli interpreti a un pizzico di ironia e goliardia tipica della festività carnevalesca.
Il concerto è stato realizzato in collaborazione con il Conservatorio “O. Respighi” di Latina, con le classi di Corno, Tromba e Trombone, nell’ambito del progetto di Terza Missione “MuSa Open Network”.

Per l’occasione, sul palco si sono esibiti l’Orchestra MuSa Classica, diretta dal maestro Demetrio Moricca, e il Coro Polifonico diretto dal maestro Ludovico Versino, per accompagnare il pubblico in un vero e proprio turbinio di canti e ritmo. Il progetto MuSa ha alle sue spalle vent’anni di spettacoli, concerti e appuntamenti ricorrenti: l’inaugurazione dell’anno accademico, il concerto di Natale, quello di Carnevale e molti altri.
I numerosi partecipanti sono stati accolti da artisti tutti in maschera: l’orchestra si è travestita a tema anni Venti, con piume, cappelli e collane di perle bianche, mentre il coro si è sbizzarrito tra costumi diversi, anche contemporanei. La musica che l’orchestra ha portato nell’Aula Magna del Rettorato è stata vivace e brillante, con punte di sonorità particolarmente intense.

Il concerto è stato suddiviso in due parti. Nella prima, il direttore Demetrio Moricca ha presentato la Suite Bergamasca n. 2 da Antiche arie e danze per liuto di Ottorino Respighi (1879–1936), West Side Story Selections (arrangiamento per orchestra di Jack Mason) di Leonard Bernstein (1918–1990) e, infine, Danzón n. 2 di Arturo Márquez (n. 1950), che ha chiuso la prima parte del programma.

 

Nella seconda parte della serata si è esibito il Coro Polifonico MuSa accompagnato dal maestro Ludovico Versino. Il coro – composto da coristi selezionati tra studenti, docenti e personale dell’Ateneo – ha proposto un repertorio che spaziava dal sacro al profano, attraversando epoche e stili diversi, con arrangiamenti pensati per valorizzare l’acustica dell’Aula Magna. Ad accompagnare le canzoni, l’intervento del maestro Versino, che coinvolgeva il pubblico raccontando, anche ironicamente, la forza di ogni singolo pezzo. Da Sotto Sieris, che racconta il forte legame tra uomo e natura in El condor pasa, un brano delicato scelto come inno alla pace, ognuno dei brani eseguiti ha messo in evidenza la versatilità e l’energia dei coristi, contribuendo a creare un’atmosfera suggestiva e coinvolgente che ha accompagnato il pubblico fino al gran finale.

A suggellare la serata, coro e orchestra si sono uniti sul palco sulle note del Carnevale di Venezia di Gioachino Rossini: un dialogo intenso e coinvolgente, capace di regalare al pubblico un finale suggestivo e di autentica magia.

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