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Cinquant’anni senza Agatha Christie. L’eredità della regina del giallo è più viva che mai

Agatha Christe

Agatha Christe

Cinquant’anni fa oggi, il 12 gennaio 1976, veniva a mancare Agatha Christie. Eppure, a mezzo secolo dalla sua morte, la regina del giallo continua a essere sorprendentemente viva: sugli scaffali delle librerie, sugli schermi cinematografici e nelle serie TV (grazie alle decine di adattamenti e remake delle sue opere) e, soprattutto, nella mente di milioni di lettori che ancora oggi si rifugiano nella sua lettura e cercano l’assassino nascosto tra centinaia di indizi.

Chi era Agatha Christie?

Nata in Inghilterra nel 1890, Christie scoprì la propria inclinazione per la scrittura nel mezzo della Prima guerra mondiale, quando, lavorando come infermiera, iniziò ad acquisire conoscenze sempre più approfondite su veleni e pozioni, che di lì a poco sarebbero diventati alcuni dei tratti caratteristici delle sue narrazioni. Sin da subito iniziò ad impiegare le sue conoscenze sul campo nella stesura di storie intrecciate ed intricate, fatte di infiniti dettagli e una cura minuziosa nella costruzione del depistaggio. Niente è lasciato al caso, ogni caratteristica è necessaria ai fini dello sviluppo di racconti intricati ma impossibili da lasciar andare.

Con oltre due miliardi di copie vendute – che fanno di lei la scrittrice che ha venduto più copie al mondo, seconda solo alla Bibbia ed a William Shakespeare, una produzione letteraria composta da sessanta romanzi, oltre centocinquanta racconti e addirittura un album di viaggio, Il giro del mondo, e traduzioni in oltre cento lingue, quello di Christie non è più un fenomeno letterario, quanto piuttosto un’abitudine culturale. Una bibliografia sterminata, la sua, che riesce a mantenersi attorno ad un filo rosso: rivelare la fragilità umana tramite l’impiego del genere giallo. I lettori si immedesimano nei casi, prendono parte attiva alla storia e si fingono investigatori, per poi scoprire, solo verso la fine, che era tutto frutto della volontà della scrittrice, che aveva previsto ogni depistaggio e ogni dettaglio fuorviante per la risoluzione del caso.

Poirot e Miss Marple: detective senza tempo

Hercule Poirot e i suoi celeberrimi baffi, o l’anziana signora Miss Marple, con i suoi ragionamenti lucidi e impeccabili, sono due delle figure più memorabili della letteratura del Novecento, ormai profondamente insite nel discorso culturale e nel mondo popolare. Non valorosi eroi d’azione, quanto piuttosto osservatori acuti del complesso universo umano: in grado di individuare il male nascosto anche tra il lusso e tra le buone maniere dell’Inghilterra dei primi del Novecento. Forse è proprio questo il segreto di Agatha Christie – e ciò che la distingue dagli altri autori del suo genere: i suoi gialli non sono mai solo delitti. Sono drammi borghesi, storie familiari di sangue, gelosie e vendette. Sono lo studio attento e capace di chi seppe raccontare la mente umana nel modo a sé più congeniale: attraverso i crimini e con un uso lucido e accorto del non-detto.

E la sua eredità è nascosta proprio in questo: a cinquant’anni dalla sua scomparsa il mondo continua ad adattare, riprendere, riscoprire e cercare di risolvere le sue storie, trovandovi sempre inedite minuzie e nuove rivelazioni. Agatha Christie non c’è più da mezzo secolo, ma la sua ispirazione è presente in gran parte delle produzioni attuali di gialli, noir, serie TV crime e simili, che forse oggi non esisterebbero senza l’eredità dei suoi racconti. Che così come il suo concetto di delitto, riprendono a vivere e viaggiare ogni volta che qualcuno nomina Assassinio sull’Orient Express o Dieci Piccoli Indiani. E lei, puntuale e impeccabile, vince ancora oggi la sua partita col lettore.

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