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Dopo il ciclone Harry, la Sicilia che non si arrende

Nei giorni tra il 19 e il 21 gennaio la Sicilia ha vissuto momenti drammatici sotto la furia del ciclone “Harry”: la costa ionica dell’isola è stata sopraffatta da un’ondata di maltempo con piogge torrenziali, venti violenti e onde devastanti. Le immagini di strade diventate fiumi, quartieri allagati e onde così alte da cancellare i lungomari.
La Protezione Civile e le amministrazioni locali avevano diramato un’allerta rossa e arancione per vaste aree dell’isola, invitando le persone alla massima cautela e chiudendo scuole e servizi pubblici nei giorni più pericolosi durante l’emergenza.
La prima stima dei danni parla di numeri spaventosi, nel solo litorale ionico siciliano si parla di oltre mezzo miliardo di euro di danni, tra infrastrutture, stabilimenti balneari, abitazioni private e attività economiche colpite dalla furia del vento e del mare. Porzioni di spiaggia sono sparite sotto gli occhi dei siciliani, mentre fango e detriti hanno invaso i quartieri.
Il sindaco di Catania Enrico Trantino ha parlato di “danni per decine di milioni di euro” solo nella città etnea.

La risposta delle Istituzioni
Il primo atto Istituzionale, eseguito dal Presidente della Regione Sicilia Renato Schifani, per contrastare il maltempo e riparare ai danni del ciclone Harry, è stato dichiarare lo stato di emergenza e lo stanziamento di 70 milioni di cui 50 immediatamente operativi e gli altri 20 tramite i Fondi globali.
Alla fine della giunta straordinaria, Schifani ha parlato con i giornalisti e ha dischiarato: “Da domani comincerò un giro di un paio di giorni per stare sui luoghi e vicino alla popolazione. Incontrerò i sindaci, non solo per far sentire la vicinanza della Regione ma anche per avere una visione diretta dei danni. Dico sin da adesso che dedicherò gran parte della mia attività ad affrontare questa emergenza”.
Il governatore dell’isola ha anche dato una prima stima dei danni, che ammonta a circa 740 milioni di euro.

La solidarietà quando l’emergenza finisce
Sono molti i cittadini che hanno reagito con solidarietà dopo la tragedia. Volontari, semplici residenti e associazioni locali si sono offerti di aiutare chi ha perso le proprie attività, spalando fango e supportando le famiglie colpite.
Pur nella devastazione la Sicilia ha mostrato il volto migliore della propria comunità, quello che non si arrende, che si aiuta e che cerca di guardare oltre il dramma.

Articolo a cura di Rossella Sidoti.

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