In un anno segnato da incertezze per la Nazionale maschile, tra cambi di guida e prestazioni altalenanti, il calcio femminile italiano prosegue il suo percorso con coerenza e determinazione. Mercoledì 16 luglio alle 21, le Azzurre affronteranno la Norvegia nei quarti di finale del WEURO 2025, in corso in Svizzera. Un traguardo importante, che conferma la crescita della squadra e, al tempo stesso, richiama l’attenzione su tutte le sfide ancora aperte, dentro e fuori dal campo.
Le Azzurre ai quarti di WEURO 2025 tra risultati, visibilità e una battaglia culturale ancora aperta
Negli ultimi anni, il calcio femminile ha conquistato spazi prima impensabili. Il passaggio al professionismo nel 2022, una maggiore copertura mediatica e la competitività crescente della Nazionale sono segnali concreti. Le calciatrici italiane vengono riconosciute per preparazione e talento, e iniziano a rappresentare un punto di riferimento per molte giovani atlete.
Ma il percorso è tutt’altro che concluso. Le differenze rispetto al calcio maschile restano profonde: minori investimenti, visibilità discontinua, stipendi ridotti, strutture spesso inadeguate e un sistema giovanile ancora poco inclusivo. Anche quando si raggiungono traguardi sportivi importanti, l’attenzione mediatica e il coinvolgimento del pubblico non sono sempre proporzionati al valore e alla qualità messe in campo.
E questo non riguarda solo la Nazionale. Iniziare a vivere il calcio femminile semplicemente come calcio, senza l’aggettivo di genere, è un passo culturale che va nella direzione di una società più equa. È un modo per sostenere tutte quelle bambine che si sono sentite dire “maschiaccio”, o che sono state guardate con diffidenza solo perché rincorrevano un pallone. Lo sport non ha genere. Le passioni non hanno genere. E la passione è, da sempre, linfa vitale.
Il confronto con la Nazionale maschile, ancora legata al ricordo del successo agli Europei del 2021 (UEFA EURO 2020), è inevitabile. Anche se, negli ultimi tempi, i fegati degli appassionati sono stati messi a dura prova. Cosa manca? Forse un po’ di determinazione, di fame, quella che invece ha mostrato recentemente la Nazionale maschile Under 21, che purtroppo non è riuscita a superare la Germania nel proprio campionato.
I confronti, però, non servono a sminuire nessuno: servono a ricordare che merito e impegno devono valere per tuttə, e che la credibilità si costruisce non solo con le vittorie, ma anche con coerenza e continuità.
Mercoledì si gioca Italia–Norvegia. Una partita importante, ma anche un’occasione per guardare oltre il campo: verso un’idea di sport che non esclude, non distingue, non etichetta. Un’idea di calcio che ha, semplicemente, il diritto di essere.
Articolo a cura di Sofia Licata
