RadioSapienza

Il Futuro Ascoltalo QUI. La radio ufficiale della Sapienza

Body horror: il genere che diventa lo specchio delle nostre paure [The Beauty]

Locandina della sierie The beauty

C’è una sorta di nuovo contagio che attraversa la contemporaneità, riguarda il corpo, il suo controllo e la sua trasformazione. La serie tv The Beauty, uscita lo scorso 21 gennaio, si inserisce in questo scenario, rinnovando l’interesse delle nuove generazioni per il body horror, che oggi più che mai sembra parlare alle ansie di tutti, usando il corpo come superficie su cui incidere ansie, paure e inadeguatezze.

La serie prodotta da Ryan Murphy, The Beauty, immagina un mondo in cui un trattamento rivoluzionario, trasmissibile come un virus, promette bellezza fisica assoluta e immediata. Una sorta di miracolo che, però, viene pagato a caro prezzo: dietro la perfezione dei corpi emergono effetti collaterali sempre più violenti, deformazioni grottesche e morti inspiegabili. L’ossessione per l’aspetto esteriore consuma i corpi svuotandoli della propria identità, in quanto ridotti a prodotti da migliorare, ma la bellezza tanto inseguita da tutti diventa una condanna.

Ryan Murphy, produttore abile che abbiamo visto cimentarsi nel corso degli anni con diversi generi, ha saputo cavalcare l’onda del genere ritornato in voga negli ultimi anni anche grazie al successo di The Substance di Coralie Fargeat, film che ha acceso il dibattito culturale sul legame tra corpo, il film di Fargeat ha saputo conquistare anche un pubblico lontano dal genere horror, che ne ha riconosciuto il valore tematico e la straordinaria interpretazione delle due attrici protagoniste. Attraverso la storia di Elisabeth Sparkle, interpretata da Demi Moore, il film racconta l’ossessione per la giovinezza e il terrore del tempo che passa, trasformando il corpo femminile in una metafora della pressione sociale esercitata sulle donne.

Ma il successo attuale del body horror va oltre singole opere. Il body horror è definito come un sottogenere che mostra violazioni grottesche o psicologicamente inquietanti del corpo umano, si concentra sulla perdita di controllo e sulla trasformazione incontrollata. Come osserva la studiosa Linda Williams, rientra tra i “generi di eccesso”, capaci di colpire lo spettatore a livello fisico prima ancora che razionale. Chi si confronta con questo genere ha un’immediata sensazione di angoscia proprio perché si riconosce.

Oggi più che mai, questo linguaggio risuona perché viviamo in un’epoca non lontana da quella descritta, in cui i corpi sono costantemente ridefiniti: dalla medicina estetica, a prodotti come l’Ozempic utilizzato dalle star, alla tecnologia, dalla digitalizzazione dell’identità alle crisi ecologiche. Il body horror non inventa nuove paure, ma le rende visibili, costringendoci a guardare ciò che preferiremmo ignorare: la fragilità della carne e l’incertezza del nostro futuro.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi